
Non abbiamo bisogno di trasformare questo momento in una magra consolazione.
Se in Italia c'è un popolo con una dignità, il 12 novembre forse (in un futuro ancora molto lontano) potrà anche diventare una festa.
Ma sarà una festa a posteriori.
Una festa fondata sulle capacità di reazione di una nazione che oggi, oltre che di debiti, è coperta, o meglio si è letteralmente coperta di ridicolo.
Adesso sarà meglio mettere in campo un po' di serietà.
Tutti.
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