se fossi un'automobile...

... sarei una FIAT 850. Ve la ricordate?

martedì 23 maggio 2017

Quella volta che Jeff Bridges, John Goodman e Steve Buscemi recitarono (gratis) per Super Pro


Prima di occuparci di questi tre simpatici personaggi (li avete riconosciuti?), ho una piccola introduzione da fare.

Proprio in questi giorni di maggio ricorre il QUINDICESIMO ANNO di pubblicazioni consecutive dei fumetti di Super Pro sulla rivista per ragazzi 44Gatti (Gaghi Editrice, Milano).
Quindi, prima di tutto, faccio auguri a me stesso e a Luca Usai, vale a dire ai due ideatori del personaggio nonché realizzatori della maggior parte degli episodi fin qui pubblicati. Poi estendo gli auguri anche ai personaggi della serie e ai professionisti che in questi quindici anni hanno affiancato me e Luca nella lavorazione degli 89 episodi finora realizzati: Francesco Abrignani, Marcello Lasio, Andrea Pau, Elena Grigoli, Maurizio Nonnis e Jean Claudio Vinci.


Chi mi sta seguendo in questi ultimi mesi, sa che in occasione del QUINDICESIMO ANNO di Super Pro ho deciso di pubblicare le cinque brevi storie di ambientazione pseudo Western firmate da me e da Luca Usai tra il 2003 e il 2009. L'episodio che potete leggere in questo post si intitola La notte delle ruspe, è il n. 37 della serie ed è stato pubblicato nel mese di luglio 2008.

Stavolta Bebo, Ale, Tore e Arizona Pro (alter ego in salsa Western di Super Pro) durante il solito campeggio estivo al Golfo dei Tonni si recano nottetempo a Lollywood, la cittadina abbandonata dove tanti anni addietro si giravano i film Western. Qui si trovano faccia a faccia con tre gaglioffi che hanno l'intenzione di radere al suolo proprio Lollywood, la città di Arizona Pro!
E se non avete ancora capito chi sono, ora ve lo dico io.


Questi tre personaggi, che ricalcano le fattezze di Jeffrey "Drugo" Lebowski, Walter Sobchak e Theodor Donald "Donny" Karabotzes (il celeberrimo terzetto de Il grande Lebowski, capolavoro cinematografico dei fratelli Coen), sono una sorpresa che Luca mi fece durante la lavorazione delle tavole.
Mi spiego.
Io come sempre scrissi soggetto e sceneggiatura della storia che, dopo l'approvazione della casa editrice, passarono a Luca per essere tradotti in immagini. Il testo non prevedeva affatto che i tre cattivastri di turno dovessero avere le facce, i corpi e l'abbigliamento del Drugo e dei suoi due degni compari. Fu una scelta autonoma di Luca in fase di disegno che si rivelò non solo un simpaticissimo omaggio a un film meraviglioso, ma anche una trovata azzeccatissima dal punto di vista narrativo. Infatti, pur essendo i tre personaggi in questione completamente diversi da Drugo & company, con le loro sembianze funzionavano (e ancora funzionano) alla perfezione.
Leggere per credere!





Insomma, Luca fece un casting eccellente.
E, obiettivamente, meglio di così non potevo sperare: Jeff Bridges, John Goodman e Steve Buscemi avevano recitato GRATIS in un mio fumetto!

Super Pro © Daniele Mocci e Luca Usai

lunedì 1 maggio 2017

La parola a Mr. Job (19)

Primo maggio: oggi CADE la festa dei lavoratori

Caro Mr. Job,
mi chiamo Lamberta Lanfranchi, ho 52 anni e sono una scenografa. Da vent’anni non trovo più da lavorare in teatro e, per campare, faccio la vetrinista. Sono una libera professionista (partita IVA).
Lavoro tutti i giorni, tutto il giorno. Spesso anche nei giorni di festa.
E, nonostante questo, ho serissimi problemi a campare.
Le scrivo oggi – PRIMO MAGGIO – giorno in cui CADE la cosiddetta FESTA DEI LAVORATORI. Le scrivo perché oggi sono rimasta a casa, dato che non avevo i soldi per seguire i miei amici in gita.
Se c’è una cosa che vorrei sottolineare, in quello che ho scritto nelle righe precedenti, è il fatto che questa fantomatica festa del primo maggio CADA. E, mi creda, ogni anno che passa questa festa CADE sempre più in basso e in maniera sempre più rovinosa. Finirà per rotolare nel profondo di una fogna e per spezzarsi l’osso del collo. Ammesso che non lo abbia già fatto.
Da anni mi chiedo come io possa anche solo pensare di FESTEGGIARE UNA GIORNATA-BEFFA COME QUESTA. Una giornata in cui, per evitare di spendere i soldi che non ho, me ne resto buona buona in casa a fare un po’ di conti.
E i conti di quest’anno parlano MOLTO CHIARO:
- dal 20 dicembre scorso a oggi, su 133 giorni ho avuto solo 8 giorni liberi;
- dal 20 dicembre scorso a oggi ho emesso fatture per circa 6.500 euro lordi;
- dal 20 dicembre scorso a oggi ho incassato un solo bonifico (uno) di 500 euro lordi;
- al 20 dicembre scorso mi erano rimasti crediti da incassare per 4.350 euro lordi;
- a oggi, la somma dei quattrini che ho REGOLARMENTE LAVORATO E FATTURATO, ma che NON HO ANCORA INCASSATO ammonta dunque a 10.350 euro lordi.
- circa 4.000 di quei 10.350 euro mi dovrebbero arrivare da un ENTE PUBBLICO. Gli altri da clienti privati.
Ora, caro Mr. Job, dall’alto della sua esperienza nell’ambito delle politiche del lavoro, io le chiederei una cosa: come cazzo è possibile (e qui mi scuso per avere usato la parola POSSIBILE), che lo STATO ITALIANO continui a permettere a questi miserabili escrementi umani (se stesso per primo) di chiedere prestazioni professionali a liberi professionisti come me e di NON PAGARE IL DOVUTO NEMMENO DOPO MESI DALLA CONSEGNA DEL LAVORO E DALLA REGOLARE EMISSIONE DELLA FATTURA?
Mesi che, in certi casi diventano anni. Mesi in cui, oltretutto, questo MERAVIGLIOSO STATO ITALIANO mi chiede pure di anticipare l’IVA su quelle fatture che ho emesso e non ancora incassato.
Dove cazzo sta (e qui mi scuso per avere usato la parola DOVE), la FESTA DEI LAVORATORI?
Chi mi tutela da questo surreale e incivile stato di cose?
Forse lo Stato? Quello stesso Stato che da mesi mi deve migliaia di euro e che, invece di pagarmi, mi obbliga a pagare l’IVA su una somma che esso stesso non mi ha ancora corrisposto?
Oppure mi tutela qualche ministro?
Magari quel simpatico guascone che non fa altro che spalare merda in faccia alle persone che lavorano senza essere pagate e che, proprio per questo motivo, sostengono la sua beata e morbida poltrona pur non avendo mai appoggiato uno solo dei suoi immondi sproloqui?
Sarà una banalità, ma io con quei soldi (CHE HO ONESTAMENTE LAVORATO) dovrei pagarci l’affitto, le bollette, l’assicurazione, il carburante (e i guasti vari) dell’automobile che mi serve per andare al lavoro ogni giorno e, magari, anche qualcosa da mangiare.
Non so più cosa fare.
Continuare a lavorare per accumulare crediti sempre più difficili da riscuotere-incassare o mandare tutti a fare in culo (e qui mi scuso per la parola FARE) e sdraiarmi sotto qualche portico a chiedere l’elemosina? No perché… sa com’è… ho quasi paura di passare per snob o radical chic se minacciassi di lasciare questo tristissimo Paese (che ormai è letteralmente AFFONDATO SUL LAVORO) per andarmene all’estero.
Cordiali saluti,
Lamberta Lanfranchi.

Cara Lamberta,
dall’alto (non molto alto, per la verità) della mia esperienza nel settore delle politiche del lavoro, posso dirti che non ci sono motivi per questa VERGOGNA DI STATO sulla quale nessun politico italiano mostra nessuna intenzione / voglia / bisogno / idea di mettere mano per cercare / trovare / applicare una soluzione concreta. Questa NON è una priorità dello Stato o di qualsivoglia ministro o parlamentare. Anzi, a vedere e a sentire questa "bella gente", si direbbe che non sia proprio una faccenda nemmeno degna di essere sollevata o discussa durante una pausa caffè.
Figuriamoci se potrà mai essere risolta!
E sono anche d’accordo con te sulla questione della FESTA CADUTA: il primo maggio dovrebbe essere una GIORNATA DI LUTTO per tutta l’Italia. Altro che festa!

sabato 29 aprile 2017

Il Western è sempre una scusa, vero Super Pro?


Negli ultimi due post che ho dedicato a Super Pro su questo blog, ho pubblicato i primi episodi del "filone Western" di questa serie a fumetti creata da me e da Luca Usai.
Quello che trovate in questo post, pur essendo il 26° episodio della serie, è il terzo appartenente a quel filone: si intitola I gabbiani scomparsi ed è stato pubblicato per la prima volta nel mese di luglio 2006 sul bimestrale per ragazzi 44Gatti (Gaghi Editrice, Milano).

Nelle prossime settimane ne pubblicherò altre due con protagonista l'alter ego di Super Pro in versione cow-boy, ovvero il fantasma del pistolero Arizona Pro.
Il tutto, come ho già detto, per celebrare i quindici anni di pubblicazioni ininterrotte sulla rivista 44Gatti. Un piccolo traguardo che non è poi così comune nel mondo del fumetto!


I gabbiani scomparsi è una storia che utilizza gli scenari di Lollywood (cittadina abbandonata nella quale, una volta, si giravano i film Western) per parlare di come molte persone non si facciano nessuno scrupolo a scaricare nell'ambiente rifiuti di ogni genere. Basta vedere lo stato in cui versano le nostre città, i nostri paesi e le nostre campagne. Senza parlare delle coste, dei fiumi, dei laghi, delle montagne e di qualsiasi altro luogo. In effetti, non c'è limite all'imbecillità della nostra specie se consideriamo la faciloneria con cui minimizziamo questi comportamenti ignobili e inqualificabili, che ci distinguono come unica specie animale al mondo che decida deliberatamente di avvelenare l'ambiente in cui vive. E quindi di avvelenare se stessa e la propria progenie.


Essendo Super Pro una serie a fumetti per bambini, mi è sempre piaciuto inserire ogni tanto dei contenuti che potessero sensibilizzare su questo argomento. E, in effetti, l'attenzione e il rispetto per l'ambiente sono caratteri di fondo di molte storie del nostro personaggio, pur senza scadere nel didascalico o nel pedante perché Super Pro è comunque un fumetto che deve divertire i suoi piccoli (e grandi) lettori.


A questo proposito, il "filone Western" si dimostra molto adatto per veicolare le tematiche più disparate. Dalla cura dell'ambiente alla lotta contro la speculazione edilizia (come vedremo nella prossima storia che posterò su questo blog), fino al rispetto per gli animali (come quella attualmente in lavorazione, la numero 89 della serie!).


Ma c'è dell'altro.
Il Western, mio vecchio amore, è anche l'occasione per parlare della magia e delle difficoltà che ci sono dietro l'ideazione di un racconto a fumetti (vedere l'episodio che ho pubblicato qualche settimana fa... QUI!) o la realizzazione di un film (come vedremo in un'altra storia, tra qualche settimana).


Insomma, come spesso è accaduto in molti libri, fumetti e film ben più conosciuti di Super Pro, anche in questo caso il Western è utilizzato come una scusa.


Una scusa che, almeno una volta ogni tanto, non riesco proprio a trattenermi dal mettere in scena.
E anche se è passato di moda, non me ne importa nulla.
Io lo adoro. E Bebo, Ale, Tore e Super Pro pure!


Super Pro © Daniele Mocci e Luca Usai

venerdì 21 aprile 2017

Sabato 22 aprile 2017 comincia la 2ª edizione della FIERA DEL LIBRO DI IGLESIAS


Sabato 22 aprile 2017, alle ore 9.00 del mattino, comincia la seconda edizione della Fiera del Libro di Iglesias.

Una maratona di quattro giorni a base di libri, autori, eventi, workshop, mostre, spettacoli, tavole rotonde e incontri di varia natura all'aperto (negli splendidi scenari del centro storico di Iglesias) e al chiuso.

A corredo di queste righe pubblico il programma completo della manifestazione.

Io avrò "da fare" in ciascuno dei quattro giorni.

Comincio proprio il 22 alle 9.00 con una "colazione d'autore" che si terrà in Piazza Pichi presso il Cafè Letterario Electra e che avrà come tema la celeberrima Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, un libro che ha 101 anni sulla groppa, ma che (per molti "versi") è ancora assai più giovane di tutti noi!

Alle 11.00 (sempre del 22 aprile e sempre in Piazza Pichi) sarò impegnato nel primo appuntamento della fiera con il libro a fumetti 
La principessa che amava i film horror (Tunué editrice, Latina, 2014-2016).
Il libro, da me sceneggiato, sarà oggetto di una curiosissima "drammatizzazione con attori in carne e ossa e burattini", a cura degli studenti dell'Istituto Magistrale Baudi di Vesme. Questo "spettacolo" si ripeterà ogni mattina  alle 11.00, nei quattro giorni della Fiera (con variazioni che, al momento, sono ignote anche a me!)!


Segnalo, inoltre, che domenica 23 aprile alle ore 18.30, presso il teatro Electra in Piazza Pichi, parteciperò all'incontro di autori dal titolo Sardegna, terra fantastica. Con me ci saranno Andrea Atzori (scrittore e sceneggiatore), Andrea Pau (scrittore e sceneggiatore), Daniele Serra (illustratore, pittore e disegnatore di fumetti), Marcello Lasio (sceneggiatore) e Jean Claudio Vinci (disegnatore di fumetti e illustratore). Insieme cercheremo di esaminare un annoso "non-problema" che, purtroppo, per molti è diventato o (è sempre stato) un problema vero e proprio: come mai una certa intellighenzia sarda non vede di buon occhio (o non accetta per niente!) che la narrativa, il cinema, il fumetto o altri mezzi di comunicazione, partendo dalla storia, dalla mitologia e dalle vestigia delle antiche civiltà che hanno popolato l'isola in tempi remoti, arrivino a realizzare opere di pura fantasia?


Intanto leggete bene il programma (che offre spunti per tutti i gusti e per tutte le età) e considerate l'opportunità di recarvi a Iglesias, città ricca di storia e cultura situata nel sud ovest della Sardegna, dal 22 al 25 aprile prossimi!

Il tema di quest'anno è LA PADRONA DELLA FESTA intesa come la Terra, il pianeta del quale noi siamo solo ospiti, e non sempre del tutto degni.

 

lunedì 10 aprile 2017

Daniele Mocci e Luca Usai... autori o personaggi dei fumetti di Super Pro?


Quello di inserire se stessi in una delle proprie storie a fumetti è un gioco a cui molti autori non rinunciano tanto facilmente.

Io e Luca Usai, rispettivamente come sceneggiatore e disegnatore di fumetti, siamo cresciuti l'uno a fianco all'altro.
A partire dal 1998 (e per una decina d'anni) abbiamo realizzato insieme la maggior parte dei nostri lavori: abbiamo creato personaggi e serie, scritto e disegnato decine di storie, centinaia di strisce umoristiche e anche qualche singola vignetta satirica.
Nei primi anni del nostro sodalizio, abbiamo anche vinto alcuni premi in concorsi nazionali riservati ad autori esordienti.
Insieme abbiamo esordito come autori professionisti in pubblicazioni di alcune case editrici italiane.
Tra le creazioni del nostro lavoro in comune, c'è sicuramente Super Pro, personaggio che vide la luce nel 1999, ma che solo dal maggio 2002 trovò una "casa", con le pubblicazioni sulla rivista bimestrale per bambini 44Gatti (Gaghi Editrice, Milano). Pubblicazioni che, come ho ricordato nel post di qualche giorno fa, durano tutt'ora e che nel prossimo (e ormai imminente) mese di maggio 2017, raggiungeranno i 15 anni consecutivi.

Io e Luca..."a fumetti"!

Proprio per festeggiare questi favolosi 15 anni, ho deciso di postare qui sul blog alcune delle storie a fumetti di Super Pro.

Tra le 88 storie pubblicate finora sulla rivista 44Gatti, ho scelto quelle appartenenti al "filone pseudo Western", in cui i nostri eroi si ritrovano a Lollywood, cittadina abbandonata in cui tanti anni fa si giravano i film Western.
Nella storia che trovate in questo post ci sono due cattivi un po' speciali, dato che, come dicevo nelle prime righe, si tratta proprio di me e di Luca. Per adattarci alle esigenze narrative, in questa occasione ci pensammo in versione "bambini" e, dunque, coetanei di Bebo, Ale e Tore, i tre protagonisti della serie insieme a Super Pro.

Nelle cinque pagine di questa storia siamo esattamente ciò che al momento della sua realizzazione eravamo nella realtà: due aspiranti autori di fumetti. Ma, oltre a prendere in giro noi stessi e la nostra passione più grande, prendiamo in giro in modo indiretto anche due grandissimi autori italiani di fumetto, appropriandoci dei loro nomi. A voi scoprire quali siano questi autori!

Ed ecco a voi Super Pro in... I padroni di Lollywood!






I padroni di Lollywood è l'episodio n. 20 della serie ed è stato pubblicato in origine sulla rivista 44Gatti, nel numero di luglio 2005.

Super Pro © Daniele Mocci e Luca Usai

sabato 1 aprile 2017

2002-2017: Super Pro compie 15 anni!


A ben vedere gli anni sarebbero 18, dato che come ho già scritto altre volte su queste pagine, io e Luca Usai creammo il nostro super procione nell'ormai lontano 1999.
Ma è dal maggio 2002 che le sue brevi avventure vengono pubblicate ininterrottamente sulla rivista bimestrale 44Gatti (Gaghi Editrice, Milano).

Ecco perché oggi, quando manca ancora un mese al 15° compleanno editoriale di Super Pro, mi sento in dovere di inaugurare un breve ciclo di post celebrativi. Se non altro, lo devo a questo personaggio che di fatto mi ha permesso di esordire nel mondo dei fumetti da professionista.

In questi giorni sono al lavoro sui testi dell'89° episodio che vedrà il ritorno di Arizona Pro, la versione "pseudo western" di Super Pro. Finora, nella serie sono state pubblicate cinque storie con protagonista Arizona Pro, tutte disegnate da Luca Usai.

Quella che segue è la prima di queste cinque storie, pubblicata nel luglio 2003 (episodio n. 8 della serie).
Il titolo, Lo chiamavano Arizona Pro, fa chiaramente il verso a un celebre film Westrern-Spaghetti. I "cattivi" di turno sono invece ispirati ai fratelli Dalton, antagonisti storici di Lucky Luke, personaggio icona del fumetto mondiale creato dal grande Morris e per il quale René Goscinny, uno dei più capaci sceneggiatori di tutti i tempi, scrisse numerose storie-capolavoro.






L'avventura editoriale di Super Pro, nel suo piccolo, ha qualcosa di eccezionale:
- 15 anni di pubblicazioni ininterrotte sulla rivista 44Gatti;
- 88 storie brevi pubblicate per un totale di 440 tavole, 12 copertine e svariati calendari (in coabitazione con gli altri personaggi della rivista);
- 3 sceneggiatori coinvolti (il sottoscritto, con 84 storie all'attivo - Marcello Lasio e Andrea Pau, 2 storie a testa);
- 4 disegnatori (Luca Usai, 44 storie - Francesco Abrignani, 9 - Elena Grigoli, 29 - Jean CLaudio Vinci, 6);
- un numero imprecisato di coloristi (nei primi anni la colorazione veniva eseguita dai grafici della tipografia / poi è stata la volta dei grafici della redazione / in tempi più recenti, invece, Elena Grigoli e Jean Claudio Vinci, oltre a disegnare si sono cimentati nel colore / ma anche Maurizio Nonnis ha colorato una storia).


Ci vediamo presto con la seconda storia western di Super Pro, intitolata I Padroni di Lollywood.
Invito chi fosse nuovo di queste pagine e volesse sapere qualcosa di più su questo personaggio a visionare tutti i post con etichetta SUPER PRO, in cui si trovano anche diverse altre storie da leggere.

Super Pro © Daniele Mocci e Luca Usai

sabato 25 marzo 2017

Un incontro a sorpresa con il grande Galep, nella città di Iglesias

Ieri mattina sono stato ospite dell'Istituto Comprensivo Pietro Allori di Iglesias, città che ha ricoperto ruoli di grande rilievo in diversi periodi della storia della Sardegna.

La facciata dell'Istituto comprensivo Pietro Allori di Iglesias

Lo scopo della mia presenza in città era un incontro in cui un gruppo di studenti del Liceo Scientifico G. Asproni (sempre di Iglesias) ha presentato ai bambini della scuola primaria il libro a fumetti La principessa che amava i film horror (Tunué, 2014-2016), di cui io sono co-autore.

La principessa che amava i film horror
(Tunué, 2014-2016)

Appena arrivato, ho appeso il giubbotto nel corridoio fuori dall'aula in cui si sarebbe dovuto tenere l'incontro, e... proprio accanto al "mio" attaccapanni, c'era un pannello con la riproduzione di alcuni documenti d'epoca. Tutti i corridoi del "Pietro Allori" ospitano, di fatto, una nutrita mostra di documenti e fotografie di circa 100 anni di storia dell'istituto.
Ma il pannello accanto al quale io ho appeso il mio giubbotto era davvero "speciale". Un pannello dedicato ad Aurelio Galleppini, disegnatore fondamentale per la storia del fumetto italiano che, tra le tante cose, ha dato forma grafica a Tex Willer, il personaggio del fumetto italiano più celebre di tutti i tempi.

Aurelio Galleppini, in un autoritratto molto conosciuto

Io, naturalmente, sapevo delle origini sarde di Aurelio Gelleppini. E sapevo anche qualcosa di alcune sue esperienze professionali "vissute fisicamente" in Sardegna.
Infatti, una delle persone a me più care per quanto riguarda il fumetto (e molto altro) fu allievo di Galep nella Cagliari ancora distrutta dai bombardamenti, al termine della Seconda Guerra Mondiale. Mi riferisco, ovviamente ad Angelo "Tatano" Corrias, disegnatore, pittore, fotografo, ma, soprattutto, persona meravigliosa e irripetibile.

Angelo "Tatano" Corrias, quando era fotografo pubblicitario
all'Agenzia Armando Testa (Torino)

Signor Tatano (come lo chiamavamo a San Gavino Monreale, il nostro paese d'origine) non nascose mai il suo debito di riconoscenza artistico e professionale nei confronti del grande Galep, e parlava sempre di lui come di un grande maestro e un grande signore. Le prime 32 pagine del numero 23 di Tex (intitolato Piutes! e pubblicato nel giugno del 1962) furono disegnate proprio da Angelo Corrias (naturalmente la prima pubblicazione di quelle tavole risale a qualche tempo prima, sugli storici albetti in "formato striscia" del ranger più forte del mondo). Insomma, Angelo "Tatano" Corrias, un sangavinese come me, dopo essere stato allievo di Galep era diventato addirittura un suo collaboratore!

L'albo di Tex n.23, Piutes!
(Giugno 1962)

Per concludere, io sapevo delle origini sarde e di alcuni trascorsi in Sardegna del grande Galep, ma ignoravo che fosse stato allievo della Scuola Maschile Pietro Allori di Iglesias nell'anno scolastico 1925-26.
E, naturalmente, appena ho visto questo pannello mi sono emozionato sul serio!

L'elenco degli alunni della classe di Galep
alla Scuola Maschile Pietro Allori di Iglesias
Anno Scolastico 1925-26

La pagella di Galep (Anno Scolastico 1925-26)

La città di Iglesias e l'Istituto Comprensivo Pietro Allori
ricordano il grande Galep

domenica 19 febbraio 2017

Un mojito e due tartine al caviale, grazie.

E intanto andiamo avanti a regalare la gestione delle nostre vite e di quelle dei nostri figli a queste mezze tacche che ormai si sono trasformate in quarti di tacca e lavorano alacremente per diventare ottavi (di tacca).
Ridicoli, nelle loro evoluzioni tra centri, destre e sinistre inesistenti e privi di qualsiasi significato.
Burattini a loro volta, un po' nelle mani di mummie decomposte che oggi continuano a manovrare da dietro le quinte, e un po' nelle mani di burattinai stranieri senza scrupoli e senza pietà.
Ignoranti e insensibili.
Capaci solo di vivere dentro quel meschino gioco di ruolo che si ostinano a chiamare politica, ma che con la politica non ha proprio niente a che vedere da decenni.
Illusi di poterci illudere circa la loro capacità di agire e incidere sulla società.
Illusi di poterci illudere circa la "difficile e faticosissima" scelta che avrebbero fatto per dedicare la loro vita al miglioramento della nostra.
Esseri vagamente umani, creati in laboratorio. O, meglio, RI-creati.
Ci programmano come volgari dispositivi elettronici, spacciandosi per uomini e donne d'azione che muovono le cose, che tracciano le strade e gli indirizzi politici, sociali, economici. Spacciandosi per gli unici che possano farlo.
L'azione, quella vera, non sanno cosa sia perché non gli appartiene.
Il pensiero, quello vero, non sanno cosa sia perché li annichilirebbe.
Non sanno niente della vita reale e non vogliono saperne niente perché la disprezzano profondamente.
Non sanno cosa vuol dire guadagnarsi pochi soldi senza avere un lavoro sicuro e uno stipendio regolare. E spendere tutti quei soldi fino all'ultimo centesimo per mandare avanti una famiglia. E non sapere a che santo votarsi quando i soldi sono finiti.
Non sanno niente.
Non vogliono sapere niente.
Giocano.
Giocano ad allearsi e a combattersi.
A unirsi e a dividersi in una danza che in apparenza mostra sempre coreografie diverse, musiche diverse, danzatori diversi.
Ogni tanto qualcuno blocca la musica e fa finta di inscenare un tentativo di rivoluzione. Ma solo in orario d'ufficio.
Poi, a fine giornata, si va in centro a bere un mojito e a degustare tartine al caviale. Tutti insieme, finti danzatori e finti rivoluzionari.
Ci cagano in testa.

- Guardali.
- Stanno morendo di fame e hanno ancora la forza di incazzarsi e litigare sul serio tra loro mentre seguono le nostre finte litigate.
- Non ho mai capito con quale criterio alcuni si schierano con noi e altri con voi.
- Ridicoli.
- A proposito, domani i cattivi li facciamo noi o li fate voi?
- Perché non cambiamo?
- Va bene. Così li incasiniamo e litigano ancora di più.


venerdì 10 febbraio 2017

Al cinema... John e Jack non so! (23)

Il sonno dei giusti
(Italia, 2020)

a cura di
Augusto e Luigi Lu Mièr

Il regista Ubaldino Deibeitempiandati ci ha fatto avere gli appunti per il soggetto del suo nuovo film che – nel modo più assoluto, dice lui – dovrà essere un’opera di finzione.
Ogni riferimento a persone, fatti, luoghi, oggetti e pratiche riscontrabili e/o misurabili nella realtà (dice sempre lui) è puramente casuale e involontario.
Per quanto sia davvero molto strano che un regista decida di scoprire le sue carte in modo così esplicito prima di aver terminato di scrivere un film, noi (come si dice in questi casi) riceviamo e pubblichiamo.

1) A scuola - Fine mattinata.
2) Compiti per casa: "Fare una ricerca sulla Baia dei porci: cos'è, dove si trova, per quale motivo è diventata famosa".
3) Fine delle lezioni // ore 13,20.
4) Ritorno a casa // ore 14,00.
5) Pranzo con TV // 35 minuti.
6) Ancora TV // 57 minuti e 42 secondi.
7) In bagno con smartphone e porta chiusa a quattro mandate // 31 minuti.
8) In camera con pc e tablet accesi - Stufa elettrica al massimo - Sul letto, in perfetta posizione supina - Stivaletti mezzo infangati, ancora allacciati ai piedi - Smartphone attaccato alla corrente e pollice destro più veloce della luce (facebook, youtube, instagram, whastapp, musica e altre applicazioni che teoricamente non sono ancora state inventate) // 118 minuti netti.
9) In cucina per merenda e TV con cellulare a temperatura di fusione, che non smette nemmeno per due secondi consecutivi di vibrare, squillare, notificare, latrare, muggire, belare, ululare, ansimare, ruggire, ruttare (perfino) e fare altri versi non classificabili // 41 minuti e 38 secondi.
10) In bagno per pipì, lavaggio mani e denti senza smartphone e porta rigorosamente spalancata // 14 secondi e 4 millesimi (record mondiale).
11) In camera al pc - Digitazione delle seguenti parole su Google: "Balla coi porci" - Perplessità di Google - "Forse cercavi Balla coi lupi o Baia dei porci" - "Baia dei porci" - Pagina di Wikipedia - Copia e incolla in un foglio Word - Stampa - Dal cassetto della stampante, le stampe finiscono direttamente nello zaino di scuola senza che nemmeno uno dei due occhi ci butti uno sguardo di striscio per errore // 4 minuti e 2 secondi.
12) In cucina con TV e smartphone // Fino alle 21,15 (ora di cena).
13) Cena ancora in corso - Prima della frutta - "Sono stanco, vado a letto" - "Li hai fatti i compiti?" - "Sì" - "Buonanotte" - Nessuna risposta // Ore 21,55.
14) Ore 21,57 - In camera - IDEM COME PUNTO 8), IN TUTTO E PER TUTTO // 180 minuti netti.
15) Ore 00,57 - Via gli stivali dai piedi e i vestiti di dosso - Pigiama - Pipì e lavaggio denti - Sotto le coperte e luce spenta // 2 minuti (record europeo) - Ore 00,59.

Titolo di lavorazione: IL SONNO DEI GIUSTI.
Coming soon.

giovedì 9 febbraio 2017

La parola a Mr. Job (18)

Indicizzazioni? No grazie!

Ieri, dopo circa dieci anni, mi è arrivata una lettera cartacea firmata da un certo Geronimo Lisnott.
Costui, appena tre giorni fa, ha scelto di lasciare per sempre l'Italia per andare a vivere in completa solitudine a Sorci, un minuscolo isolotto della Croazia.
Dopo aver esercitato per anni la professione di creatore di testi per siti internet, blog, forum e social network, Geronimo non vuole più saperne di avere tra le mani un dispositivo connesso a internet.

Gentile Mr. Job,
avrei piacere di condividere un pensiero con lei.
Sembra proprio che l’idiozia sia sempre più la vera sovrana di internet.
Ora… da qualche tempo diversi professionisti dicono che i nuovi sistemi di indicizzazione prevedono la creazione di testi sempre più lunghi per siti, blog e social network. Sembra che più lungo sia il testo, più efficace possa essere l'indicizzazione e maggiori le probabilità di "arrivare" al target.
Tutto molto figo, moderno, nuovo e hi tech.
Tuttavia… mi sorge un dubbio.
Se la gente legge sempre meno e noi scriviamo sempre più, perché cazzo scriviamo? Per l'indicizzazione? Ma se poi quelli non leggono (e quindi non sanno), che cazzo ce ne facciamo di essere super indicizzati?
Se sempre più persone – oltre a non leggere – capiscono sempre meno di quello che leggono, cosa facciamo?
Se, mentre navigano in rete, arrivano alla nostra pagina super indicizzata e piena di testo scritto, cosa succede? Un dispositivo superfigomegamodernoveryhitech&wow ce lo segnala e noi, dalla nostra super postazione di super indicizzatori super infallibili, gli mandiamo a casa un professore di italiano per fargli ripetizioni gratuite?
Secondo me, quando ci renderemo conto dello schifo di mondo che stiamo creando sarà troppo tardi. Anzi, non ce ne siamo resi ancora conto ed è già troppo tardi!
Ci rincoglioniamo, assumiamo in massa atteggiamenti e comportamenti idioti e imbecilli solo perché qualche mentecatto possa aumentare le vendite dei suoi prodotti inutili sul web.
Siamo alla frutta, cari miei.
E la frutta è pure andata in putrefazione.

Che posso dirti, Geronimo?
Condivido. Eccome se condivido!