se fossi un'automobile...

... sarei una FIAT 850. Ve la ricordate?

venerdì 13 novembre 2009

Marcello e Sofia #05

Tornano Marcello e Sofia, i due neo pensionati alle prese con la vita "post lavorativa" (che poi, per un numero rilevante di pensionati autentici, è molto più impegnativa e carica di lavoro rispetto a prima...).

Questa tavola è la quinta della serie, ed è stata pubblicata sul bimestrale Tempodì (Gaghi Editrice, Milano) nel numero di febbraio 2008.

Il tema è un classico: "ora che siamo in pensione, facciamoci un bel viaggio!"

Qualcuno penserà "per il viaggio poco male, ma almeno Marcello e Sofia, alla pensione, ci sono arrivati!".

Beh, vedete... il fumetto, storicamente, ha sempre amato occuparsi di cose esotiche, strane, bizzarre, stravaganti, misteriose, irreali, surreali e fantastiche.

La serie di Marcello e Sofia non fa certo eccezione!


Marcello e Sofia © Daniele Mocci & Luca Usai

venerdì 6 novembre 2009

38° Festival del Cinema di Vaduz (Liechtenstein)


Arrivano i “CineCane di masonite®” 2009, mentre il mondo del cinema è in ansia per la misteriosa scomparsa del Prof. Ugo La Fracchia

a cura di Leone Doro


"La crisi economica non ci fermerà".
Con queste lapidarie parole, Salmon Tirapakk, patron del Festival del Cinema di Vaduz (Liechtenstein), ha annunciato la 38ª edizione della kermesse cinematografica più laterale del mondo.

Il favorito.
Il grande favorito della vigilia è Manual Skolakstikov, il regista estone che nel 2008 vinse il festival e stupì tutti (ma soprattutto se stesso) con il grandioso Il collezionista di pozzanghere, straziante affresco (ormai asciutto) di un'Estonia che non c'è più (???).
Con la sua nuova pellicola, Meglio una fava oggi che due piccioni domani, Skolakstikov si candida decisamente alla vittoria, puntando tutto sul ribaltamento dell'assodata prospettiva che "sopra la panca la capra campa".

Vigilia drammatica.
Intanto, mentre i bookmaker fanno cassa con le scommesse sui vincitori dei numerosi CineCane di masonite® riservati ai primi classificati nelle diverse sezioni del festival, una drammatica notizia getta un'ombra sinistra su quella che doveva essere una vigilia allegra e spensierata per Vaduz: il Professor Ugo La Fracchia, docente emerito di Storia del Cinema e della Pecora presso l'Università di Vallespluga (nonché caro amico di chi scrive queste righe), è misteriosamente scomparso ieri sera. Ne ha dato l'annuncio la sua badante (tale Italo Spremiagrumi) ieri notte, poco dopo la cena.
La signora Italo si era accorta che il Professor La Fracchia si tratteneva oltremodo all'interno del bagno padronale, dove si era chiuso (come sempre) al termine del suo frugale pasto serale.
Dopo aver chiamato i Vigili del Fuoco, la signora Italo buttava giù a calci la porta blindata del bagno e scopriva che il Professor La Fracchia era scomparso.
La finestra del bagno, murata anni prima, non presentava segni di manomissione o sfondamento, per cui il Professor La Fracchia non poteva essere uscito da lì. Sulla vicenda stanno indagando Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Servizi Segreti, Guardia Costiera, Esercito e Scout. I Vigili del Fuoco si sono autoesclusi dall'indagine, profondamente indignati per il fatto che la signora Italo, dopo averli chiamati, ha provveduto lei stessa a buttare giù la porta blindata del bagno del Professor La Fracchia.
Per ora risulta indagata soltanto la signora Italo, in stato di fermo presso la stazione di Polizia di Vallespluga. La Polizia assicura che si tratta di una comune misura precauzionale e che non c'è nessun indizio a carico della donna che possa far ipotizzare un suo coinvolgimento nella misteriosa sparizione del professore.
La donna per ora si è trincerata dietro un rude silenzio, e ha rilasciato solo una telegrafica dichiarazione: "Ho sfondato io la porta del bagno perché, dopo due minuti e trentadue secondi dalla mia telefonata, i Vigili del Fuoco non erano ancora arrivati. Francamente ritengo che sia un ritardo inammissibile".

Nomination CineCane di masonite® 2009.
Tra qualche giorno, su questo stesso blog, potrete leggere tutte le nomination dell'edizione 2009.


Capibara forever.
Come tutti gli anni, in occasione del suo prestigioso festival, Vaduz è stata invasa da miliardi di capibara, che con la loro gioia, i loro cori gospel, gli ineffabili rituali di accoppiamento, le montagne di escrementi sulle strade (così alte che, in cima, appaiono già ricoperte di neve per la gioia di tutti i bimbi) e il loro straordinario senso dell'umorismo, allietano le serate dei numerosissimi turisti e appassionati giunti da tutto il mondo per assistere alle proiezioni dei film e respirare la magica atmosfera del cinema.

Per saperne di più sul Festival del Cinema di Vaduz (Liechtenstein).
Ecco alcuni link utili:
- breve storia del festival e albo d'oro (dal 1972 al 2007)
- nomination dell'edizione 2008
- esito finale e premi dell'edizione 2008
- recensione de Il collezionista di pozzanghere (vincitore dell'edizione 2008)

Appello a tutti i lettori del blog.
Chiunque dovesse avere notizie del Professor
Ugo La Fracchia, è pregato di renderle pubbliche immediatamente.
GRAZIE.

lunedì 2 novembre 2009

Lucca 2009 (sempre con Luca...)

E' da un bel po' che non aggiorno il blog.
Il fatto è che, a partire dai primi di settembre, ho messo in moto un piccolo/grande "domino" che ancora non si è fermato.
E ci vorrà ancora del tempo, prima di capire tutto quello che sta succedendo (e che parzialmente sto faccendo succedere).
Questo produrrà ancora "irregolarità" nelle cose che mi riguardano, compresa la cura di questo piccolo spazio online.
Comunque... passo subito all'argomento del post!

Come al solito, sono andato a Lucca con Luca.
Ma quest'anno c'era anche Emilio, già dei nostri ad Angoulême.

Non farò un reportage o un discorso serio e ordinato. Mi limiterò a dire cose alla rinfusa. Anche cose che, apparentemente, non c'entrano niente.



Biglietti.
L'ingresso a Lucca Comics costa troppo.
E, dato che c'è la crisi, perché non aumentare ulteriormente il costo dei biglietti?
E' il ragionamento più intelligente da fare.
Bene, è stato fatto!
Complimenti al genio che ha prodotto questa decisione.

Autori.
Gli autori di fumetto non sono solo quelli che vanno a Lucca per presentare le loro ultime creazioni e incontrare il pubblico negli stand dei rispettivi editori.
Ci sono anche un sacco di autori che vanno a Lucca e che non fanno queste attività
- vuoi perché in questo momento non hanno un'opera nuova da presentare
- vuoi perché lavorano per case editrici "minori", che non sono coinvolte nella manifestazione e/o che non hanno un loro stand in fiera
- vuoi per altri mille e buonissimi motivi.

Tra quest autori, ce ne sono molti che lavorano non solo in piccole realtà editoriali, ma anche in grandi case editrici come, per dirne solo una, Disney Italia.

Tra questi autori ce ne sono diversi che lavorano per periodici che hanno tirature di migliaia e anche di decine di migliaia di copie.

Ne consegue che anche questi autori contribuiscono con le loro storie, con i loro disegni e con i loro colori, a far sì che il mondo del fumetto italiano esista.
E contribuiscono al fatto che il fumetto italiano abbia un pubblico.
Quindi, se a Lucca Comics ci vanno migliaia e migliaia di visitatori (che, per entrare, pagano il biglietto), una parte di merito è anche di questi autori.

La domanda è la seguente: perché questi autori (italiani) ad Angoulême (in Francia) vengono riconosciuti per quello che sono (cioè AUTORI) e non pagano il biglietto del festival, mentre a Lucca questi autori (italiani) devono pagare il biglietto d'ingresso alla fiera del fumetto (italiana)?

Lucca (come più o meno tutte le grandi fiere italiane di fumetto) non ha ancora imparato che è nell'interesse del fumetto (e quindi anche nel suo specifico interesse!) aprire le porte a TUTTI gli autori di fumetto, sia che si chiamino Milo Manara o Leo Ortolani (onore e gloria a tutti e due!), sia che si chiamino Pinco Pallo o Pallo Pinco (l'importante è che Pinco Pallo e Pallo Pinco dimostrino di essere DAVVERO AUTORI DI FUMETTO!!!).

Ristoranti e bar di Lucca.
Lucca, come tutta la Toscana è un posto meraviglioso.
La sua gente è cordiale e simpatica.
La sua cucina è fantastica.
E' assolutamente comprensibile che, in occasione di Lucca Comics, i bar e i ristoranti perdano un po' la bussola e non possano assicurare il servizio impeccabile che di solito offrono al cliente nella normalità.

Però...

E' possibile che tu entri in un bar e il cameriere ti dica che tu devi fare il cameriere?
Cosa ci fanno i camerieri se il servizio al tavolo non è operativo e se il bar in realtà fa solo servizio "chiosco", come se fosse collocato all'uscita dello stadio o della discoteca?

E' possibile che tu entri in un bar e il cameriere, dopo averti detto che arriva subito, ti lasci lì 3 quarti d'ora e si incazzi se tu provi a fargli notare che sei lì seduto da... 3 quarti d'ora?

E' possibile che il proprietario di un bar in cui, dall'ora della colazione fino all'ora di chiusura ci saranno almeno 35 clienti che costantemente consumano e spendono, non pensi che invece di un cameriere, per i giorni di Lucca Comics, gli servano 4 o 5 camerieri?

E' possibile che tu ti siedi in ristorante per la cena e dietro di te c'è la porta d'ingresso aperta (che non può e non deve essere chiusa!!!), mentre da fuori entra una corrente gelida che ti paralizza collo, schiena e piedi?

E' possibile che in un ristorante di Lucca (ho detto di Lucca, cioè della Toscana, cioè di una delle regioni d'Italia più rinomate per le specialità culinarie!!!) tu chieda una bistecca di vitella e ti servano una braciola di maiale? Ed è possibile che tu lo faccia notare al cameriere, che il cameriere ti porti il cuoco a tavola e che il cuoco, guardando il tuo piatto, neghi l'evidenza e cerchi di convincerti che quella è devvero una bistecca di vitella?
Maledizione... in 39 anni non ho ancora capito la differenza tra la carne di maiale e quella di vitello!!! E a dire che a tavola con noi c'era anche il figlio di un macellaio! SIGH!

E' possibile che in quello stesso ristorante non avessero (il 31 ottobre, non il 25 luglio!!!) un solo cubetto di ghiaccio per l'amaro?

E, a proposito di amari.... è possibile che (sempre in quel ristorante), alle 22,00 della sera ci fossero solo due amari (2!) disponibili?

E' infine possibile che alle 22,20 il padrone di un ristorante dica ai camerieri di non fare entrare più nessuno perché il locale deve chiudere?

Accidenti...

Io capisco tutto.
Capisco che nei giorni di Lucca Comics ci sia tanta, troppa confusione.
Gente che va e che viene, molti maleducati, una buona rappresetanza di cretini e un certo numero di decerebrati D.O.C.
Capisco anche le usanze locali... infatti ormai mi è chiaro che a Lucca se non ti siedi a cena entro le 21,00 rischi seriamente di non trovare nessun posto che ti fa mangiare anche soltanto una briciola di pane.
Ma, porca miseria...

E' possibile che nei giorni di Lucca Comics non si possano rivedere gli orari di chiusura di ristoranti e pizzerie?

E poi, non capisco e non accetto questo trattamento alla clientela da parte dei ristoratori e dei gestori di molti bar. Non è assolutamente ammissibile! Perché quando noi tutti ci sediamo al bar o al ristorante, dopo mangiato paghiamo. E paghiamo anche quando ci chiedono 1 Euro e 50 Centesimi per mezzo litro di acqua naturale (cosa puntualmente successa!!!).

Diciamo che, da questo punto di vista, Lucca Comics è proprio una frana!
E ormai, dopo quattro anni di seguito che ci vado, posso dire che è sempre così!

Fumetti.
Tra le mille proposte, le bellissime mostre e tutto il resto, cito tre titoli (anche qui senza seguire nessuna logica particolare).

Il primo è un meraviglioso libro di Cyril Pedrosa, già presentato a Lucca nel 2008 e vincitore del prestigioso riconoscimento Essentiel al festival di Angoulême 2008. Si intitola Tre Ombre ed è pubblicato in Italia da Edizioni BD. Costa 16 Euro ed è davvero un lavoro da applausi!




Il secondo si riferisce alla nuova ministerie Bonelli, presentata ufficialmente a Lucca dal suo creatore, il vulcanico Antonio Serra. Si tratta di Greystorm.
Ad Antonio e a tutto il suo staff, un grandissimo in bocca al lupo per questo romanzo avventuroso dai sapori un po' "verniani", che si svilupperà in 12 albi mensili! Il n. 1 è già in edicola e costa 2 Euro e 70. Il n. 2 uscirà l'11 novembre.

Il terzo è L'Era dei Titani, di Alessandro Barone e dell'ottimo Massimo Dall'Oglio, disegnatore sempre più presente nel panorama fumettistico nazionale e d'oltralpe. Anche questo volume è pubblicato in Italia da Edizioni BD e ci proietta in un futuro freddo e pieno di insidie, dove Massimo esprime al meglio il suo talento grafico.
Costo: 9 Euro.


Amici&colleghi.













Come sempre, a Lucca ci si incontra con amici e colleghi di tutta Italia. E, come sempre, ci sono dei momenti dedicati agli amici e ai colleghi della propria terra.
Nella foto qui sopra, eccoci in un bel momento tra "sardi" infreddoliti, nella notte di Lucca.
La bandiera, come al solito, è stata gentilmente fornita dall'immancabile Bruno Olivieri.

Lucca è sempre Lucca!!!
Nonostante il casino...
Nonostante la folla...
Nonostante la puzza di sudore adolescenziale (ma a volte anche adulto e "maturo", per non dire STAGIONATO)...
Nonostante la marea di cianfrusaglie che non c'entrano niente con i fumetti...
Nonostante i ristoranti e i bar "irritati e infastiditi" dalla fiera del fumetto e dai suoi partecipanti...

Nonostante tutto questo e tanto altro...

... Lucca è una città bellissima e la sua fiera resta la manifestazione del fumetto italiano a cui ogni autore, editore, lettore, collezionista o appassionato dovrebbe, almeno una volta nella vita, partecipare!

giovedì 30 luglio 2009

Super Pro e il mistero del Golfo dei Tonni (2)

Ecco, come promesso, la storia di Super Pro che va a completare la vicenda cominciata nell'episodio Il diamante del Quiquanic, postato poco più di un mese fa su questo blog (chi non l'ha letto e chi non lo ricorda, può rimediare subito QUI).
Non potendo fare storie a puntate sulla rivista che pubblica le avventure del super procione, ho dovuto scrivere due episodi separati, in modo che potessero (più o meno) vivere anche l'uno senza l'altro.
Di fatto, come vedrete, si tratta di una storia unica che, oltretutto, lascia spazio a ulteriori (eventuali) futuri sviluppi.






















































La nave perduta
[Super Pro, episodio#32, settembre 2007.
Testi: Daniele Mocci
Disegni: Luca Usai]

Per leggere (o rileggere) le altre storie a fumetti di Super Pro che ho pubblicato sul blog, fate un click QUI. Troverete anche varie notizie sulla serie e sui personaggi.

Super Pro © Daniele Mocci e Luca Usai

mercoledì 22 luglio 2009

Al cinema... John e Jack non so! (19)



Il collezionista di pozzanghere
(Estonia, 2008)

a cura di Leone Doro

Qualche mese fa, abbiamo già citato, su questa rubrica, Il collezionista di pozzanghere, primo (e finora unico) film estone ad aver vinto il prestigioso CineCane di masonite® d’oro al festival internazionale del cinema di Vaduz (Liechtenstein) del 2008 (per chi non lo ricorda, click QUI).
Il film (due tempi da sette ore e mezza l’uno) è la summa della poetica del regista Manual Skolakstikov ed è una sorta di straziante urlo autobiografico.


Unione Sovietica, primi anni ’80.
Joseffo Budellenko, ragazzino tredicenne della Tallinn “bene”, è l’unico dei suoi coetanei a cui i genitori non fanno arrivare l’album dei calciatori dall’Italia, autentico passatempo chic per i rampolli dei gerarchi del regime.
Questo fatto segna in modo talmente profondo Joseffo, da provocargli una forma di autismo estremo con rigurgiti schizofrenici e tendenze paranoiche. Ma la creatività del Dottor Stranamoroff (il suo psicoterapeuta) gli fa vedere la luce in fondo al tunnel.
Oltre a una potente lampada, posta dal Dottor Strnamoroff proprio al termine del tunnel, lo psicoterapeuta inculca al giovane Joseffo la passione per il collezionismo di pozzanghere.
Joseffo comincia a collezionarne di tutti i tipi, di tutte le misure, di tutte le forme e di tutte le profondità.
La sua camera si riempie di pozzanghere così straordinarie e affascinanti che il padre, Atollonik Budellenko, per rimorchiare le sue innumerevoli amanti, le convince a salire in casa per mostrare loro la favolosa collezione di Joseffo!
Ma Joseffo non si ferma e comincia a trasmettere la sua passione anche a tutti i suoi coetanei.
Nel giro di qualche settimana, nella Tallinn sovietica dei primi anni ’80 esplode la mania della collezione di pozzanghere.
Joseffo diventa un punto di riferimento per tutti e trova il modo per incrementare sempre più il numero di esemplari della sua collezione. Sfruttando un tipico gioco dei collezionisti di figurine, vince una valanga di nuove pozzanghere. Il gioco prevede che due giocatori sistemino una pozzanghera per volta sul bordo di un tavolo e la spingano con le dita di una mano perché possa cadere per terra.
I due giocatori ripetono questo atto l’uno dopo l’altro, finché una pozzanghera casca sopra un’altra che già si trova per terra.
A questo punto, il lanciatore della pozzanghera che si è anche solo parzialmente sovrapposta all'altra sul pavimento, può prendere tutte quelle che sono già per terra.
Quando Joseffo arriva ad avere 99.998 pozzanghere nella sua collezione (ed è ormai a un passo dalla straordinaria cifra di 100.000), un infarto lo uccide.

Il collezionista di pozzanghere è un film per cui ancora non sono stati coniati aggettivi adatti.
Tutti coloro che non l’hanno ancora visto al cinema o in dvd sappiano che, comunque, ci sono dei motivi per cui questo straordinario film ha vinto il prestigioso CineCane di masonite® d’oro al festival internazionale del cinema di Vaduz (Liechtenstein) del 2008.
O, almeno, ci dovrebbero essere.
Aggiungere altre parole significherebbe soltanto rovinare tutto.

domenica 12 luglio 2009

Amarcord... domenicale!











Subito dopo la seconda (e ultima) Fiat 850, ci fu la Ford Fiesta modello base (900 cc).
Era la primavera del 1980.

La Fiesta fu una grande emozione.

Era la prima macchina nuova (di fabbrica) che vedevo a casa mia.
E aveva perfino la moquette sotto i tappettini!
Era beige, come nello stile dei colori sobri di mamma.
Tra i mille e più ricordi di quella macchina (che poi restò con noi fino al 2003!) ci sono quelli che riguardano le domeniche estive di quei primissimi anni '80.

La domenica mattina, quando i miei preparavano le cose per andare al mare, la luce che filtrava dentro casa dalle avvolgibili semi abbassate era sempre diversa dagli altri giorni.

Pastasciutta.
Niente ragù o condimenti pesanti.
Un secondo leggero.
Niente fritti.
Verdure fresche di stagione.
Frutta.
Contenitori termici.
Nessuna bibita gassata, al massimo un succo di frutta alla pera per il pomeriggio.
Tavolino da pic-nic e seggiole.
Stuoie e teli mare (aciugamani).
Tutto nel bagagliaio (cofano) della Fiesta e tutti al mare.

Il viaggio durava dai 35 ai 45 minuti.

Papà si fermava all'edicola di un paese a 10-15 chilometri dal mare.
Era uno dei momenti migliori.
Per lui un quotidiano e l'enigmistica.
Per noi un giornalino.

Il mio preferito era Geppo.

Ma andavano bene anche Soldino, Braccio di ferro, Felix o Provolino.

Se poi c'era una bustina (pacchetto) di figurine di Cielo e Terra, era proprio il massimo!

La mattinata si trascorreva in spiaggia.

Il sole era diverso da com'è oggi.
Dev'essere cambiato più o meno nel 1984.
E non è mai più tornato come allora.

Io avevo sempre due o tre macchinine (modellini di automobile), tra cui non poteva mancare la piccola Land Rover dei vigili del fuoco.

Ci giocavo sulla sabbia.

Una volta, in mezzo alla sabbia, trovai un biglietto da 500 Lire. Descrivere l'emozione che provai è assolutamente impossibile. Io e mia sorella non avevamo mai più di 150 o 200 Lire tutte insieme. Ero praticamente diventato ricco.


Dopo almeno 30 o 40 minuti trascorsi in spiaggia (un lasso di tempo che aveva la funzione di "acclimatarci" e di non farci fare il bagno subito, appena arrivati), finalmente papà prendeva le pinne per farsi la sua nuotata al largo e noi potevamo entrare in acqua.

All'ora di pranzo si andava in pineta, dove si restava anche nelle ore più calde del pomeriggio.
La pastasciutta aveva sempre un sapore diverso, al mare.
Forse più buono.
Forse perché era stata conservata calda, al chiuso di una terrina coperta da un piatto e "sigillata" in quattro o cinque panni di stoffa belli stretti.

Anche l'appetito era diverso, al mare.

Dopo pranzo stendevamo le stuoie per terra, sulla sabbia "dura" della pineta, coperta da un tappeto di aghi di pino.

Il profumo dei pini è una specie di macchina del tempo.
Ancora oggi, quando lo sento, torno a quei pomeriggi estivi.
Anche se il mare è lontano.

Sulla stuoia ci andava il telo mare (asciugamano) in modo che non si riempisse della polvere nera della pineta e di aghi di pino.
Ognuno si sdraiava a trascorrere il suo pomeriggio.
Quello era il momento di Geppo.

O di Soldino, o di Felix, o di Braccio di ferro.

Era un momento sacro.

Poi, dopo le quattro, si tornava al mare e si restava fino a tardi, quasi al tramonto.

Al termine della giornata, la Fiesta modello base (900 cc) color beige del 1980 ci riportava a casa.

La sua targa CA 358712 (con il CA arancione e le cifre banche su base nera), si allontanava dalla spiaggia, dove probabilmente sarebbe tornata la domenica successiva.

lunedì 29 giugno 2009

Al cinema... John e Jack non so! (18)


3002 Iliade nell’ospizio
(UK-Grecia, 1977)

a cura di Brando Marlon

Grecia, aprile 1903.
Un monolito nero cade dal cielo, sfonda il tetto di un ospizio di un paesetto sperduto tra le montagne e si conficca nella testa di padre Carxiophos, il prete ortodosso che guida la piccola comunità di anziani.
A causa delle radiazioni del monolito, gli ospiti dell’ospizio staccano i piedi in legno delle sedie e cominciano prendersi reciprocamente a bastonate.

Sistema stellare di Alpha Centauri, nello stesso momento.
Un monolito bianco parte a sirene spiegate verso la Terra.

Spazio profondo, anno 3002.
L’astronave terrestre Cassandra si dirige a velocità inaudita verso il sistema stellare di Alpha Centauri. L’unico passeggero a bordo è il comandante Akyl.

Grecia, giugno 1903.
Il monolito bianco proveniente dal sistema stellare di Alpha Centauri irrompe nell’ospizio del paesetto sperduto tra le montagne, immobilizza il monolito nero e lo riporta nello spazio.
Nella concitazione del momento, il monolito bianco si dimentica di staccare la testa di padre Carxiophos dalla punta del monolito nero.
Intanto, tra gli anziani ospiti dell’ospizio, solo uno è sopravvissuto alla guerra delle bastonate.

Spazio profondo, anno 3002.
L’astronave terrestre Cassandra arriva a destinazione presso un piccolo pianeta del sistema stellare di Alpha Centauri.
Dopo un’estenuante trattativa, il comandante Akyl riesce a convincere il popolo dei monoliti bianchi a restituirgli la testa mummificata di padre Carxiophos. Il comandante Akyl ringrazia, torna a bordo della Cassandra e fa rotta verso la Terra.

Sistema stellare di Alpha Centauri, un giorno dopo.
Dopo 1099 anni di carcere duro, il monolito nero viene rilasciato per buona condotta e scappa dal pianeta dei monoliti bianchi.

Spazio profondo, nello stesso momento.
Il computer di bordo della Cassandra improvvisamente prende coscienza della propria individualità e ferma di sua spontanea (e unilaterale) iniziativa i motori della nave stellare.

Spazio profondo, qualche ora dopo.
Il monolito nero, lanciato a tutta velocità verso la Terra, non vede la nave stellare Cassandra e impatta con essa. Nell’eslposione devastante e tragicamente silenziosa che segue, il monolito nero si disintegra e, con esso, anche la Cassandra, il suo computer di bordo e il corpo del capitano Akyl.

Spazio profondo, ancora un po’ dopo.
La testa mummificata di padre Carxiophos, miracolosamente intatta dopo l’esplosione, fluttua lenta e silenziosa nel vuoto nero e freddo, apparentemente senza un perché.


Film disturbato e disturbante, questo 3002 Iliade nell’ospizio, da oltre trent’anni divide la critica in CRI e TICA. Per cercare di spiegare questa pellicola si sono versati interi oceani di inchiostro, contribuendo in maniera sostanziale all’inquinamento delle falde acquifere terrestri. Le visioni brillanti e incomprensibili del regista Omerus Goliath McDavid incutono sgomento e straniamento nel pubblico fin dai titoli di testa (inspiegabilmente posti a metà film).
Del tutto assenti da questo lavoro risultano i dialoghi, gli effetti sonori e le musiche, quasi a rafforzare interi quarti d’ora di immagini statiche e scene lunghissime in cui non succede assolutamente nulla.
Nel 1980 il film fu premiato con l’Ugola di Marmo come migliore pellicola muta della storia del cinema. Omerus Goliath McDavid non accettò il premio, giudicandolo la più grande offesa che qualcuno potesse fargli per il suo lavoro.
Un anno dopo, il regista, ormai del tutto cieco e devastato da terribili turbe psichiche, si diede fuoco in una piazza di Calcutta, declamando in versi le sue ragioni.
Secondo McDavid non era assolutamente ammissibile che un film, per quanto privo di dialoghi, effetti sonori e musiche, fosse da etichettarsi necessariamente come “muto”.
Con ogni probabilità, sarebbe bastato dire che si trattava di una pellicola "diversamente sonora".
In un tale alone di mistero, resta un grande dubbio: perché, invece di versare tutto quell'inchiostro, i critici non si sono preoccupati di scrivere?

sabato 20 giugno 2009

Super Pro e i misteri del Golfo dei Tonni (1)

Come ho già detto, le avventure di Super Pro, il procione di peluche che si trasforma in un super eroe, sono pubblicate su 44 Gatti, rivista bimestrale per ragazzi di Gaghi Editrice (Milano).

Nel 2007, per il numero di 44 Gatti in uscita a luglio, avevo deciso di scrivere una storia che parlasse di un mistero nascosto dal mare.

Lo scenario ce l'avevo, ed era quello "classico" del Golfo dei Tonni, la località in cui spesso i protagonisti di questa mia piccola serie a fumetti si ritrovano d'estate per trascorrere le loro vacanze in campeggio.
I personaggi sarebbero stati, ovviamente, Super Pro e i suoi tre giovani amici Bebo, Ale e Tore.

Avevo anche un'idea "di massima" su cosa mi sarebbe piaciuto raccontare.
Purtroppo non avevo abbastanza pagine a disposizione.

Infatti le storie di Super Pro, per ovvie esigenze editoriali, si risolvono sempre in un ristretto numero di pagine che, in genere, oscilla dalle 5 alle 7.

In passato, c'è stata qualche "punta" di 8 pagine (questa eventualità è finora capitata solo 2 volte su 44 storie) e qualche raro "minimo" di 4.

Per il numero di luglio 2007, mi capitò proprio uno di quei rari "minimi" di 4 pagine. Troppo poche per fare quello che avrei voluto! Allora pensai di fare due storie consecutive (una per il numero di luglio e una per quello di settembre) che mi permettessero di scrivere almeno una parte delle vicende che avevo in mente.

Le esigenze editoriali mi imposero di fare comunque due storie separate, che potessero essere lette autonomamente, e non un'unica storia divisa in due puntate. Infatti, non sarebbe stato simpatico lasciare in sospeso i giovanissimi lettori della rivista per ben due mesi.

Il diamante del Quiquanic è la prima di queste due storie, ed è soltanto un piccolo antipasto, appena sufficiente per soddisfare i lettori più giovani e introdurre le vicende che avrei voluto affrontare.

Nella storia successiva, che pubblicherò sul blog tra qualche settimana, ebbi l'occasione di fare qualche passo avanti, anche grazie alle 6 pagine che mi furono concesse.
La vicenda trovò così una sua conclusione.
Tuttavia, come spesso accade nei racconti di fantasia, quella conclusione era solo l'inizio di un'avventura ancora tutta da scrivere e da disegnare!


Il diamante del Quiquanic
[Super Pro, episodio#31, luglio 2007. Testi: Daniele Mocci - Disegni: Luca Usai]


Per leggere (o rileggere) le altre storie a fumetti di Super Pro che ho pubblicato sul blog, fate un click QUI. Troverete anche varie notizie sulla serie e sui personaggi.

Super Pro © Daniele Mocci e Luca Usai