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sabato 14 giugno 2008

Al cinema... John e Jack non so! (7)





John Tordo(USA, 2008)

a cura di Nik Jackholson

L’ultima pellicola della grande saga dell’ex soldato americano John J. Tordo, reduce dal Vietnam. Il film sul quale nessuno, neanche i dieci lettori di questo blog, avrebbero mai scommesso un solo cent. Invece…

Bawiti, deserto occidentale egiziano, 2002.

Sono passati quasi vent’anni dall’ultima vicenda di John J. Tordo.
Lo avevamo lasciato su un volo dirottato da un gruppo di terroristi afgani e diretto a Teheran. Lo ritroviamo chierichetto in un piccolo monastero di cristiani copti a Bawiti, un’oasi del Sahara egiziano occidentale.
Dai dialoghi iniziali del film, apprendiamo che, dopo essere arrivato a Teheran, Tordo fu costretto a fare il badante dell’anziana madre di un ricchissimo petroliere iraniano, fino alla morte di lei. Una donna insopportabile e acida che lo obbligò per anni a nutrirsi esclusivamente di kiwi e acqua.
Dopo quella drammatica esperienza, non è chiaro quali furono le vicende che portarono Tordo a ritirarsi in Egitto nella piccola comunità copta. Sta di fatto che, in tutti questi anni Tordo pare aver inspiegabilmente abbandonato il suo proposito di tornare nella giungla vietnamita per recuperare lo zippo smarrito nel 1971 durante la campagna militare americana contro i Viet Cong.
L’assenza dal mondo e dai suoi raccapriccianti conflitti per così tanto tempo, hanno trasformato Tordo in un uomo mite e servizievole, quasi debole. Ma questo potrebbe essere causato dal fatto che la sua dieta, fin dai tempi di Teheran, è rimasta quella di un kiwi e un bicchiere d’acqua due volte al giorno.

Depurato nel corpo e nello spirito, Tordo viene convocato dal vescovo copto di Bawiti per una missione. Dovrà portare l’albo numero due della prima edizione italiana di Nembo Kid all’arcivescovo di Bukavu, città del Congo situata a Sud del Lago Kivu, sul confine con il Rwanda.
L’arcivescovo di Bukavu ha preteso questo dono dal vescovo di Bawiti come segno di riconciliazione dopo una violenta disputa telefonica sul colore degli occhi di San Pancrazio. La disputa stava per portare i due uomini di chiesa verso un duello di sciabola all’ultimo sangue, da disputarsi sul campo neutro di Abuja, in Nigeria. Poi il vescovo copto di Bawiti aveva ammesso di non essere riuscito a trovare prove sufficienti a sostegno della sua tesi (secondo cui gli occhi di San Pancrazio erano color salmone), e il fatto si era chiuso pacificamente.

Tordo parte per il Congo e, seguendo la sua antica abitudine, sceglie di andare a piedi. Durante il viaggio, lungo diverse migliaia di chilometri, viene depredato della sacca dei viveri, in cui erano stati stivati circa millesettecento kiwi. Costretto a mangiare le carogne degli animali trovati lungo il cammino, Tordo contrae la Taenia solium, parassita noto anche come Verme solitario, e comincia a deperire sensibilmente. La lunga camminata, poi, non lo aiuta a migliorare la situazione.
Giunto stremato a Bukavu, Tordo è accolto come un re dall’arcivescovo della chiesa locale che, felice per avere finalmente completato la sua collezione di Nembo Kid, dà una festa con un sontuoso banchetto in cui tutti i viveri della sua comunità vengono esauriti.

Il giorno dopo il banchetto, l’arcivescovo si rende conto di aver commesso una leggerezza, ma ormai gli è impossibile rimediare. Infatti la comunità non ha più un soldo in cassa ed è condannata alla fame.
L’arcivescovo convoca Tordo, chiamandolo in confidenza “John”, e gli chiede aiuto. Era dai tempi dell’Afghanistan (nel primo film della serie) che nessuno lo chiamava per nome. Questo fatto riempie di gratitudine Tordo che si convince a farsi operare per estirpare la Taenia solium, alla quale si era ormai affezionato. La Taenia di Tordo è lunga 40 metri (record assoluto per un essere umano) e con le sue carni la comunità di Bukavu potrà sopravvivere per almeno tre settimane.

A questo punto, un giovane della comunità rivela di aver fatto una scoperta sensazionale. Ha trovato un diamante gigantesco e ha bisogno dell’aiuto di tutti i membri della comunità per estrarlo. Cominciano così gli scavi che, nell’arco di qualche mese, rivelano la vera entità del diamante: il cristallo è così grande da occupare un’area di diversi chilometri quadrati tra Congo, Rwanda e Burundi.

Venuti a conoscenza dell’incredibile scoperta, gli eserciti dei tre stati cominciano una sanguinosissima guerra “tutti contro tutti”. Per tre anni, durante l’estate, tordo viene opzionato e acquistato da un esercito diverso. Una volta gli capita perfino di essere ceduto dall’esercito rwandese a quello del Burundi durante il mercato di riparazione di gennaio, a causa delle sue scarse performance durante quella stagione.
Dopo tre anni di morte e distruzione, i generali capi di Stato Maggiore dei tre eserciti si incontrano e trovano una geniale soluzione al conflitto: ogni paese avrà diritto alla porzione di diamante che si trova sotto il suo territorio.

La notizia mette Tordo di buon umore e gli restituisce la voglia e l’entusiasmo per riprendere la ricerca del suo zippo. Così giura a se stesso che, al termine di questa vicenda, si rimetterà in marcia per il Vietnam.

Finalmente il diamante viene estratto e tagliato, d’amore e d’accordo.

Dopo qualche taglio, al suo interno viene trovato un bussolotto di plastica. Tordo, che da anni non vede un uovo di Pasqua, ottiene il permesso di aprirlo. Ne estrae prima un documento che certifica il Made in Taiwan del diamante e poi un piccolo pacchetto incartato, della misura di una scatola di chewingum. Al suo interno c’è lo zippo che Tordo aveva perso nella giungla vietnamita nel 1971, accompagnato da un biglietto con queste parole: “Prendilo e torna a casa. Io, francamente, non ce la faccio più!”, firmato Stord Roolf.

E con questo, sembra che la vicenda sia definitivamente conclusa.
John Tordo è stato acclamato da pubblico e critica come il capolavoro assoluto del regista Stord Roolf. Ma come per tutte le grandi saghe cinematografiche, chi può dire con assoluta certezza che siamo giunti davvero alla…
FINE?

* * *
Avvertenza per i lettori: chi avesse perso la recensione degli altri tre film di Tordo, può leggerli su questo stesso blog. Le date della loro pubblicazione sono 21 e 30 maggio, e 7 giugno 2008.

11 commenti:

ggrillo ha detto...

No, cazzo: ha ritrovato lo zippo! Un colpo di scena insostenibile.
:)

Danilo ha detto...

io avevo scommesso un cent che qualcuno avrebbe ammazzato lo sceneggiatore...

marcello lasio ha detto...

A me è giunta voce che qualcuno stia preparando il "the beginning"...

Daniele Mocci ha detto...

Calmi, calmi, calmi!!!

# ggrillo: "Insostenibile"... quale migliore aggettivo? Thanks!

# danilo: Quel minchione si è suicidato! In questo caso a chi va il cent?

# marcello: come al solito le voci girano, si rincorrono, si sfiorano e si allontanano, come in un valzer di Johann Strauss.
Poi qualcuno ha scoperto il tango e tutto non è mai più stato come prima...

ggrillo ha detto...

:)

Carburo ha detto...

John Tordo può entrare di diritto nel gotha degli eroi cinematografici, occupando il posto libero tra "er Principe" interpretato da Mario Brega in un famoso film di Verdone e l'Uomo Ragno!

Daniele Mocci ha detto...

Caro Carburo, le tue parole saranno scritte sulla quarta di copertina del DVD, e suoneranno come l'epitaffio sulla tomba di un personaggio indimenticabile.

Lukkus ha detto...

Ieri alla Ricordi ho trovato un rarissimo DVD con un seguito mai finito di Tordo girato in una pescheria di Mosca: "Tordo Rosso non avrai il scampo", che poi era il prequel di "Caccia a Ottobre Tordo" con la colonna sonora del gruppo milanese degli "Smog" che cantavano "luglio agosto settembre torvo"...

Daniele Mocci ha detto...

MGHHRR RGGGH RMGHRRR MRRRGH!*


*Chiedi la traduzione a uno degli sceneggiatori di Martin Mystère.

Davide Barzi! ha detto...

Ti tocca: http://davidebarzi.blogspot.com/2008/06/cosa-ho-davanti-per-buona-parte-del.html

Daniele Mocci ha detto...

Mi tocca?
CHI mi tocca?