se fossi un'automobile...

... sarei una FIAT 850. Ve la ricordate?

martedì 16 giugno 2009

Povera lingua, ovvero… Deliri grammaticali assortiti


Io non sono certo un professore di grammatica o un esperto linguista.
Io non sono certo la reincarnazione di Dante Alighieri o di Alessandro Manzoni.
Io (ahimè) non sono neppure Umberto Eco o Italo Calvino.
Io talvolta non riesco a ricordarmi la precisa regola grammaticale per cui qualcosa si dice o si scrive in un modo piuttosto che in un altro.
Io faccio sicuramente degli errori. Tanti errori. Troppi errori.
Io sono stato informato diversi anni fa che la lingua parlata non è immutabile, ma cresce, si evolve e si aggiorna insieme alla società che cambia.
Io sono a conoscenza del fatto che le lingue possono anche morire… perfino!
Io so bene che oggigiorno esistono lingue (o, meglio, grotteschi - anche se talvolta curiosi - aborti di lingue) che si chiamano “essemmessese”, “e-mailese”, “televisionese”, ecc.
Io so bene che l’italiano di oggi non può essere quello di 30, 40 o 50 anni fa. E neppure quello di soli 10 anni fa. Nascono continuamente nuovi modi di dire. Diverse espressioni sono cadute in disuso. Ci sono costanti inserimenti di neologismi, insieme a “vecchie” parole che assumono sfumature inedite (se non proprio significati diversi). Certe forme verbali sono diventate obsolete e oggi se ne usano altre più “attuali”. Anche l’aggettivo “obsoleto”, ora che ci penso, sta diventando obsoleto. Accidenti!

Tutto questo, però, non c’entra niente con l’italiano (state bene attenti al “c’entra” che sta per “ci entra” e non per “centra”, ma su questo discorso torneremo tra poco).
Tutto questo non ha niente a che vedere con la decenza minima sindacale che sarebbe quanto meno auspicabile avere quando si parla o si scrive in italiano.
Tutto questo non riguarda la volontà e la capacità di svegliare almeno un (aggettivo numerale cardinale maschile singolare) neurone dallo stato di stand-by per fare in modo che si attivi all’interno della nostra testa e si metta a lavorare per colmare qualche lacuna (per non dire VORAGINE o addirittura FOSSA DELLE MARIANNE) che purtroppo interessa la nostra capacità di leggere, scrivere, parlare e soprattutto CAPIRE quella che dovrebbe essere la nostra lingua madre!

La cosa davvero raccapricciante, per me che da diversi anni faccio il copywriter in un’agenzia pubblicitaria (cioè scrivo testi per annunci, brochure, volantini, lettere, siti internet… studio nomi per nuovi prodotti, servizi, società, attività, ecc…), è avere a che fare con situazioni davvero aberranti, imbarazzanti e surreali, soprattutto quando mi confronto con certi uffici marketing di aziende anche piuttosto grosse e conosciute almeno in ambito nazionale.

Questi uffici marketing sono gestiti da persone.
Queste persone sono come minimo laureate (Economia e Commercio, Scienze Politiche, Giurisprudenza o addirittura Lettere!).
Queste persone hanno spesso nel loro curriculum anche uno o più Master, frequentati in scuole di tutto rispetto.

Ecco… io so (perché lo posso constatare quasi ogni giorno) che un (articolo indeterminativo maschile singolare) numero abnorme di queste persone, invece che pensare a eseguire (possibilmente bene) il proprio compito, quando si interfaccia con l’agenzia pubblicitaria per trasferire gli estremi di un lavoro da svolgere, si comporta in questo modo:
1) non avendo niente in testa che assomigli almeno vagamente a un embrione di barlume di idea (e non avendo neppure strumenti tecnici di base) per trasferire gli estremi del suddetto lavoro, questa gente invia all’account dell’agenzia pubblicitaria, o direttamente ai cosiddetti “creativi” (notare bene sia l’aggettivo “cosiddetti” che le virgolette!), una e-mail con un’accozzaglia di parole zoppicanti, messe spesso a casaccio e quasi sempre a sproposito, senza nessuna capacità (ma vorrei dire “intenzione”) di farsi capire
2) non soddisfatti del danno che producono all’agenzia pubblicitaria (che, in teoria, è lì per fare gli interessi dell'azienda di cui questa gente fa parte e per fornire una consulenza professionale, ossia quello che, in un mondo chiamato Utopia, un’agenzia pubblicitaria dovrebbe realmente fare), tali sommi sapienti si permettono di scendere in campo e di dispensare consigli tecnici e operativi ai grafici, agli art director e ai copywrtiter su come questi ultimi dovrebbero fare il proprio mestiere
3) non ancora soddisfatti, questi saggi tuttologi dei massimi sistemi, per giustificare lo stipendio (sicuramente sproporzionato in eccesso) che percepiscono, cercano maldestramente di convincere i grafici, gli art director e i copywriter che l'unica soluzione è quella di seguire le loro preziose (nonché contradditorie) informazioni e i loro illuminanti (e dannosissimi) consigli. Questo comporta una serie indeterminata (e lunghissima) di sterili e deprimenti correzioni e di totali rifacimenti del lavoro, il quale, dopo essere stato terminato e presentato con una vasta gamma di opzioni e varianti, viene cestinato e rifatto di sana pianta enne volte, dove enne sta per un numero non inferiore a 35
4) alla fine, questi sacerdoti della scienza infusa, dopo aver costretto i grafici, gli art director e i copywriter a fare e rifare il lavoro e le correzioni in tutti i modi possibili (compresi tutti i modi opposti e tutti quelli intermedi), decide (naturalmente tirando a sorte) quale sia la versione che alla fine “la loro azienda” ha scelto ritenendola la meno peggio, nonostante ci siano una barca di cose che ancora non piacciono e che comunque non funzionano e non funzioneranno mai.

Ora…

Persone di questo tipo che, oltre a quello che ho appena detto, si permettono pure di scrivere questo genere di ORRORI:

- Questa cosa non centra niente (IGNORANTE!!! Si dice “non c’entra”!!!! Il verbo non è centrare ma ENTRARE!!! Stupido!!!)
- Si, questo va bene (IGNORANTE!!! - avverbio - si scrive con l’accento, a differenza del Si - pronome e del Si - sostantivo che indica la settima nota musicale della scala diatonica)
- Qual’è il motivo di questa osservazione? (IGNORANTE!!! Qual è non ha nessun bisogno dell’apostrofo!!!)
- Quì aggiungi un pò di testo, quà invece elimina questa frase (TRIPLO IGNORANTE!!! Come ci diceva la maestra in seconda elementare… su qui e su qua, l’accento non va! E ancora… po’ non ha l’accento ma l’apostrofo, essendo la forma tronca dell’avverbio di quantità poco!!!)
- Perchè, poichè, giacchè, nonchè… (IGNORANTE!!! Queste congiunzioni hanno tutte l’accento acuto e non quello grave, quindi scriveremo… perché, poiché, giacché, nonché…)

… e potrei continuare all’infinito con cose anche molto più gravi.

Ma, dicevo…

Persone di questo tipo che cosa ci fanno in mezzo alle palle?
Perché chi di dovere non le sbatte fuori dalle aziende a calci in culo?

Per fortuna (ma, appunto, è solo una questione di fortuna!!!) non tutte le “persone marketing” che si interfacciano con le agenzie di pubblicità sono così. Il problema è che i pochi buoni fanno la fortuna dei troppi scarsi. E i troppi scarsi fanno sprofondare nel fango i pochi buoni. Quindi mi sa che, alla fine, il fatto che ci siano anche le "buone persone marketing" , non produce nessun effetto positivo sull’andamento complessivo del fenomeno.

Prima di chiudere vi racconto un’ultima cosa.
Riguarda un lavoro che ho fatto tempo fa per una nota società multinazionale (e non per la bottega di Zia Maria, la quale si esprimerà anche soltanto in dialetto, ma almeno lo fa bene!).
Per questa società ho scritto un testo in cui utilizzavo la prima persona plurale del presente indicativo del verbo CONSEGNARE.
Come dice Giorgio di Rienzo (linguista, lui sì – con l’accento – del Corriere della Sera), è noto (o, meglio, dovrebbe essere noto) che

“la prima persona plurale dell’indicativo ha desinenza -IAMO, che si aggiunge alla radice del verbo. AMARE dunque aggiunge alla radice AM la desinenza -IAMO. Così, alla radice CONSEGN si aggiunge la desinenza -IAMO e si ha CONSEGNIAMO. È il solo caso in cui è ammessa la -I dopo il gruppo GN”.

Una cosa come questa può indubbiamente sfuggire a chiunque (o quasi) e anch’io mi sono umilmente documentato prima di consegnare il lavoro, proprio perché c’era di mezzo un verbo con il gruppo GN, che poteva trarre in inganno.
Questa è stata la risposta dell’ufficio marketing di quella nota azienda multinazionale, dopo che io avevo rimesso la -I in seguito alla loro prima correzione (in cui la -I era stata eliminata):

(…) ho scoperto che, anche se può andar bene CONSEGNIAMO, è meglio scriverlo senza la -I. Ai clienti può sembrare che non conosciamo l’italiano”.

Ma come?
Non è che CONSEGNIAMO può andar bene.
CONSEGNIAMO VA BENE, CAZZO! (sostantivo maschile singolare)
Abbiamo dimostrato che in italiano CONSEGNIAMO si scrive correttamente con la -I e voi mi dite di toglierla altrimenti agli occhi di chi ci legge rischiamo di fare la figura di quelli che non conoscono l’italiano?
Mi sono perso qualche passaggio del discorso, oppure LE COSE STANNO ESATTAMENTE AL CONTRARIO?
Qual è (senza apostrofo) la logica?
Dov’è (con l’apostrofo) finita l’intelligenza?
Chi ha spento il lume della ragione?

Siamo al delirio!

Prima mi trattano da ignorante perché ho messo quella -I e me la tolgono.
Poi io dimostro che quella -I va messa e (porca vacca!) la rimetto.
Infine, mi costringono ad essere ignorante come loro e la tolgono nuovamente.
Il tutto con l'aggravante della motivazione più ignobile possibile, ossia... DEVI ESSERE IGNORANTE ED ESPRIMENRTI DA IGNORANTE SE NON VUOI CHE LO ZOCCOLO DURO DELL'IGNORANZA DIFFUSA TI INDIVIDUI COME IGNORANTE.

Una roba simile dovrebbe essere vietata per legge e severamente sanzionata.

Cosa si impara da tutto questo?
Semplice: mentre oggi l'ignoranza dell'istruzione è una cosa del tutto irrilevante, l'ignoranza dell'ignoranza è una cosa gravissima, oltre che (piuttosto) sconveniente e (anzichenò) fastidiosa.
A questo punto, tanto vale essere ottimisti!

Comunque, l'ultima parola spetta proprio a quelle persone. Infatti sono loro che pagano. E chi paga un consulente di comunicazione ha il diritto di cambiare anche le regole della grammatica, se non ha il cervello sufficientemente sviluppato per capire che è proprio all’interno di quelle regole che si parla e si scrive.
Se ne deduce che questi dottori in Lettere Nucleari non hanno, evidentemente, il cervello sviluppato a sufficienza.

Un po’ (con l’apostrofo) quello che succede a una buona fetta della nostra classe politica con le regole della Giustizia e con i principi fondamentali della Costituzione.
Ma questa è un’altra storia.
Forse.

13 commenti:

Dany&Dany ha detto...

Hurrà per questo post! Allora qualcuno che bada alla nostra povera Lingua c'è ancora!!! ^O^ Tra l'altro, hai elencato una serie di errori TIPICI e insopportabili, come la confusione tra "c'entrare" e "centrare", che porta una sacco di gente a formulare aborti come "Non capisco come possa centrarci", anziché "non capisco come possa entrarci"! (=_=)
Ah, e diciamo pure addio ai congiuntivi e ai condizionali... ormai vengono scambiati l'uno per l'altro e viceversa, quando non direttamente storpiati. A questo proposito, non possiamo non citare il fulgido esempio di una neo eurodeputata del PDL, Barbara Matera (ex letteronza!), la quale durante un'intervista sfoggiò la sua erudizione affermando solennemente: «Dicono che i ragazzi PERDINO tempo. Non è vero: io per esempio studio molto». AHHHHHH!!! Da uccidereee!!

Daniele Mocci ha detto...

- Batti, Fantozzi!
- Che fa, Filini, mi dà del tu?
- Ma no, è il congiuntivo! Batti, batti pure!


Grazie del sostegno, D&D!

Quella roba di "C'entrare/Centrare" è veramente una vergogna, oltre che un obbrobrio!
E avete ragione sul fatto che ce ne sarebbero altre di castronerie di questo genere. Talmente tante altre da riempire un'enciclopedia di 1.200 volumi da 2.400 pagine ciascuno!
Internet, poi, sembra uno dei terreni migliori per il diffondersi di questa pandemia grammaticale purulenta e (a quanto pare) senza vaccino!

ggrillo ha detto...

ما هي الفاصلة مع الواقع غير مقبول

Daniele Mocci ha detto...

Ecco, appunto, perfino e più che altro!

Fabrizio Lo Bianco ha detto...

Un pò é colpa anke di quei creativi che si definiscono tali e poi sbaglano tutto, dalle è alle ò e viceversa e cosi' finiscono con labituare i clienti a un livello infimo di scrittura. Diranno: "non centra"? Centra, centra. Se giri x i forum e i blog, x esempio, ti rendi conto di quanti scieneggiatori scrivono recensioni sui lavori dei colleghi e mentre l'ho fanno sbaglano sintassi e gramatica. E uno schifo e stà sempre pegiorando. E se in questo comento anchio o sbaglato qualcosina, é perchè cosi' non pensano che non so scrivere, mica perchè non so' come si scrive in itagliano.

Daniele Mocci ha detto...

Quel'chè giusto e giusto.
Sia come sia che sia come non sia, limportante sara' chè sia come ogni uno vuolesse che sara' in quel modo così.
Oh nò?


Piesse:
benvenuto nel club degli amici della FIAT 850!

Emilio Grasso ha detto...

mi hai fatto spaccare dalle risate :D

E1000

Daniele Mocci ha detto...

Non ci sono vie di mezzo, Emilio... o si ride o si piange.
In ogni caso, sono lacrime!

DEAone ha detto...

ciao!questo sito è ottimo!volevo porti un quisito : l'espressione "A quanto pare" è corretta o è solo un altro orrore del linguaggio parlato?

Daniele Mocci ha detto...

Grazie DEAone.
Scusa il ritardo nella risposta, ma purtroppo non guardo con regolarità i vecchi post e oggi mi è capitato solo per caso di tornare su questo.

Prima di risponderti, metto le mani avanti e ribadisco che io non sono un professore di grammatica o un linguista o un genio della lingua italiana.
Ciò detto, credo che l'espressione A QUANTO PARE sia una forma "allungata", "discorsiva" per dire APPARENTEMENTE... quindi utilizzata in luogo di un avverbio.

Pertanto credo che si tratti di una LOCUZIONE AVVERBIALE.

Nella lingua italiana, le locuzioni avverbiali sono - appunto - espressioni formate da più parole che hanno il significato di un avverbio.

Spero di aver risposto alla tua domanda senza aver fatto uno strafalcione!
Ciao!

Mafalda ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Andrea Vitrotti ha detto...

Mi accodo ai commenti positivi (risate comprese). Stiamo per mandare una dem è come spesso capita il domandone: ma "consegniamo" è con o senza i. piacevolmente ex ignoranti distratti ringraziamo di cuore

andrea

Daniele Mocci ha detto...

Ciao Andrea e grazie a te per il tuo commento.
Ormai i commenti su questo blog sono più rari dei quadrifogli!
Così rari che neanch'io ci bado più.
Solo ogni tanto (parlo di intervalli di mesi e mesi) controllo per eliminare qualche commento di spam (per la verità, sono sempre più rari anche quelli).

Ciao!