se fossi un'automobile...

... sarei una FIAT 850. Ve la ricordate?

venerdì 31 gennaio 2014

Marcello e Sofia #10

Questa tavola di Marcello e Sofia è la n. 10 della serie, ed è uscita sul bimestrale Tempodì (Gaghi Editrice, Milano) nel numero di dicembre 2008.

Lo spunto è un classico natalizio. Una di quelle situazioni (talvolta poco piacevoli o addirittura imbarazzanti) che moltissime persone hanno provato sulla loro pelle. Non importa con quale "regalo"... infatti, eventualità di questo tipo possono verificarsi con un cesto, una sciarpa, un pigiama o un'infinità di altri "pensieri" di dubbia utilità (o decenza).

Sul numero di Tempodì in uscita a febbraio 2014, Marcello e Sofia saranno presenti con la loro tavola autoconclusiva n. 41.

Marcello e Sofia © Daniele Mocci & Luca Usai

giovedì 30 gennaio 2014

Se c'è una cosa che mi fa incazzare... (5)

Riflessioni in disordine a proposito di topi di fogna, sorci avidi e truffatori.

Non so perché, ma stamattina mi sono svegliato con le palle girate e con il bisogno e la voglia di sfogarmi qui sul blog, dopo quasi sei mesi che non scrivevo una riga.
Anzi, forse lo so.

C'erano una volta i blog...
Prima di cominciare dico subito che scriverò questo pezzo così come viene, per cui non me ne frega niente se diventerà troppo lungo per gli standard di un blog. Ammesso poi che questi standard esistano e siano applicabili anche a un blog privato, in cui uno dovrebbe poter scrivere quello che gli va, quando gli va di farlo.
Il fatto è che ormai da qualche anno, cioè dall’avvento di quelle ineffabili meraviglie della modernità interattiva come Facebook et similia, i blog sono stati relegati a pallosissime vestigia di archeologia "webica". E, quindi, un post appena più lungo di cinque righe, diventa illeggibile per convenzione, troppo lungo per definizione e logorroico di default.
Non importa cosa c’è scritto.
La gente non ha tempo.
La gente non ha voglia.
E tu non la puoi annoiare con le tue menate.

Meglio il ciarpame usa e getta, i post veloci, le frasi fatte e le immagini preconfezionate e standardizzate, che milioni di “utenti formato pecora” prendono e appiccicano qua e là, sui loro profili (e su quelli altrui) di Facebook. L’importante è stare nel “social network”, che, a chiamarlo così, sembrerebbe pure una roba figa… e invece per identificarlo bisognerebbe utilizzare terminologie ben più appropriate, anche se sicuramente meno convenienti.
Meglio illudersi di avere la propria finestra aperta su un mondo su cui si affacciano altri milioni di finestre aperte, e dire cose a “cazzo di cane”, tanto prima o poi qualcuno le prende per belle o addirittura per buone.
Meglio un bel “mi piace”.
Meglio far finta di essere amici di qualcuno che non conosceremo mai.
Meglio avere 5.000 di questi amici e vomitare fuffa a non finire, emanare sentenze e pontificare a vanvera nella propria paginetta.
Meglio far finta di essere fighi in un mondo di finti fighi, tutti sotto l’ala della grande chioccia facebookiana.
Meglio illudersi di essere creatori di aforismi indimenticabili e fare un figurone solo perché si è riusciti a copiare qualcosa di cui gli altri ignoravano l’esistenza.
Ma mi fermo e non mi metto neppure a pensare a quello che c’è sotto… all’utilizzo che viene fatto delle informazioni personali (o meno) che la gente butta sulla propria pagina con la convinzione che sia davvero roba di sua proprietà.

Il punto, infatti, non voleva essere Facebook. Questa era solo l’introduzione.
Ve l’avevo detto che non me ne fregava niente della lunghezza di questo post.

Stamattina...
Stamattina pensavo al mio lavoro.
Pensavo alla mia età.
Mettevo in relazione le due cose.
E i conti non tornano.

Non tornano perché il lavoro che faccio io ha sempre meno valore, in un mercato che non riesce più nemmeno a riconoscerlo. E/o che non vuole riconoscerlo.

Io non esisto.
Io, per lavorare e per mangiare, scrivo.
Scrivo sceneggiature di fumetti. Scrivo libri di narrativa per ragazzi (almeno finora). Scrivo testi per la pubblicità.
Ma per chi fa il mio mestiere è già difficile essere “identificati” dalla legge.
Sì, perché la legge prevede che certi tipi di scrittura, come quella per la pubblicità, siano da considerarsi attività commerciale a tutti gli effetti (fin qui ci posso arrivare senza problemi), con tutto quello che ciò comporta dal punto di vista fiscale. Per cui, vai con Partita IVA e con determinati tipi di imposizione fiscale/tassazione, eccetera.
Ma per altri tipi di scrittura, lo Stato prevede (o dovrebbe prevedere) il diritto d’autore, che segue (o dovrebbe seguire) tutto un altro regime, tutte altre imposte/tasse, tutta un’altra logica.

Poi però, alla fine dell’anno, c’è sempre il problema di far confluire queste entrate di tipo diverso nell’imbuto fiscale che ti calcola quanto devi pagare per avere osato lavorare: e talvolta c’è il rischio di mettere insieme queste due voci differenti (scrittura commerciale e scrittura con diritto d’autore).
Già perché il tuo lavoro vale talmente poco che sei comunque costretto a fare un po’ di tutto (nel mio caso fumetti, narrativa, pubblicità e magari anche svariate altre attività più o meno affini e “contigue”) per sbarcare il lunario. E spesso questo mucchio di roba finisce tutto nel medesimo tritacarne fiscale, con il rischio di pagare due volte (con meccanismi fiscali plurimi e sempre più contorti) le imposte per quello che hai fatto.
Spesso i commercialisti non sanno cosa fare. Non sanno cosa consigliare. Spesso non ci sono norme o regolamenti o disposizioni che aiutano a capire come comportarsi. La tua figura professionale, di fatto, non esiste. È una specie di Frankenstein formato da spizzichi e bocconi di tante figure diverse tra loro. E quindi ti devi arrabattare per cercare di farla rientrare in uno degli standard previsti dalla legge, con il rischio di essere addirittura “fuorilegge”, perché poi potrebbero scoprire che tu fai cose non previste dalla categoria alla quale hai dichiarato di appartenere.
Allora, cari geni del diritto del lavoro e del fisco, vi decidete a permettermi di avere una mia riconoscibilità professionale, fiscale e umana? Se lo faceste, ve ne sarei assai grato.
Il fatto è che non ve ne sbatte un cazzo di farlo.
Questo dà l’idea di quanto lo Stato italiano consideri chi fa questo lavoro.

La truffa dell'anticipo delle tasse.
In più, una volta che hai pagato le tasse svuotandoti completamente le tasche (a novembre 2013 sono andato a ZERO!!!), devi ovviamente pagare la TANGENTE allo Stato se vuoi lavorare (o tentare di farlo) anche nell’anno successivo, per cui… ecco la meravigliosa trovata del PAGAMENTO ANTICIPATO DI TUTTE LE TASSE PRESUNTE PER L’ANNO CHE DEVE ANCORA VENIRE (cioè quello che non hai ancora vissuto, quello in cui non hai ancora lavorato e quello in cui non hai, ovviamente, incassato nemmeno un centesimo, perché fa ancora parte del futuro!).
L’ANTICIPO DELLE TASSE PER L’ANNO SUCCESSIVO È UN LATROCINIO DI STATO, UNA TRUFFA LEGALIZZATA, UNA CAROGNATA COSÌ PALESEMENTE ANTICOSTITUZIONALE CHE NON C’È NEMMENO BISOGNO DI PORTARLA DAVANTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE PERCHÉ POSSA ESSERE RICONOSCIUTA TALE.
Ecco, ora venitemi pure a dire che sono un eversivo.
E intanto “quei” grand’uomini continuano a giocare a Risiko sulle nostre teste, facendo finta di cambiare le leggi elettorali, facendo finta di riformare gli enti inutili e facendo finta di razionalizzare le spese che servono a mantenere i loro stipendi principeschi, i loro privilegi nobiliari, le loro pensioni multiple, carpiate e rovesciate con triplo avvitamento all’indietro.
Risultato: io sono in ginocchio, ho 100 (cento) Euro nel mio conto e non so nemmeno come pagarmi la legna per la stufa (che sto accendendo solo dalle 8 alle 11 di sera per non morire di freddo la notte, insieme alla mia famiglia).
E intanto ogni giorno lavoro… non è che sto qui fermo, senza far niente!
Ma non ce la faccio più.
Non ce la faccio a tenere la testa fuori dall’acqua di questa palude maleodorante.
Non ce la faccio perché i lavori che svolgo sono sempre meno pagati.
Non ce la faccio perché molti committenti non pagano o ritardano i pagamenti per così tanto tempo che quando (e se) quei soldi arrivano, sono abbondantemente già spesi e, di fatto, non entrano mai nelle mie tasche.

Il diritto a farsi depredare dei propri diritti.
Non ce la faccio perché poi, nel frattempo, lo Stato (sì, ancora lui) permette a certi sorci figli di puttana vestiti in rassicurante giacca e cravatta, di appropriarsi della paternità di quello che io scrivo (e lo stesso vale per molti professionisti come me). E questa bella pratica toglie (anzi, non riconosce all’origine) i sacrosanti diritti d’autore teoricamente previsti dalla legge.
Questi luridi topi di fogna, che le strategie di marketing hanno fatto diventare addirittura “eroici esempi agli occhi dei bambini”, ti danno pochi spiccioli per impossessarsi di quello che scrivi e per rivenderselo (spacciandosi proditoriamente come autori), ristamparselo tutte le volte che gli conviene e infine tradurlo, esportarlo e venderlo in tutto il mondo.
Ratti avidi e truffaldini.
Anzi… dato che la parola “truffaldino” ha un non so che di “simpatico” nel suono, cambio e dico RATTI AVIDI e TRUFFATORI.
Volgari BANDITI e GRASSATORI che ti strappano i sogni per pochi spiccioli, per poi spacciarli per sogni da loro ideati e stampati in "prodotti da banco per le librerie" ad uso delle incaute masse. Prodotti editoriali che questi sciacalli (che campano a sbafo sulle tue idee) si ostinano con scelleratezza a chiamare impropriamente "libri", per la gioia di grandi e piccini.
E, a quel punto, non si fanno certo nessuno scrupolo a farci i soldi… quelli veri.
Ma il problema, come ho detto, non è solo di questi squallidi roditori da discarica. È anche, e soprattutto, di uno Stato complice e incompetente che glielo permette.
Uno Stato che, al lato pratico, lascia quelli che fanno il mio mestiere in una reale condizione di schiavitù.

La schiavitù è vietata dalla legge, ma evidentemente in Italia è prevista la libertà (per alcuni) di mettere (altri) in schiavitù.

Per questo, stamattina mi sono svegliato con le palle girate.
E forse anche per altro, ma ora mi è passata la voglia di continuare.

sabato 3 agosto 2013

GRAZIE, signor Tatano.

Stamattina mi ha chiamato un amico dal mio paese natale per informarmi che ieri notte è morto signor Tatano.


Il maestro Angelo "Tatano" Corrias

Ho conosciuto personalmente signor Tatano nel 1997, quando, insieme a Marcello, Andrea, Maurizio, Giorgio e Giorgio decidemmo di fondare un'associazione culturale che si occupasse di studiare, promuovere e fare fumetti.

L'Associazione Culturale Chine Vaganti è nata con due straordinari numi tutelari accanto. Uno era il geniale vignettista, illustratore e pittore Franco Putzolu, anche lui scomparso qualche tempo fa. L'altro era signor Angelo "Tatano" Corrias.

Signor Tatano, nato a San Gavino Monreale nel 1922, in paese era un mito. Specialmente per gli aspiranti fumettisti come noi.

Fumetti, fotografia e pittura sono le strade che ha percorso in quasi settant'anni di carriera.

Nella Cagliari del secondo dopoguerra, giovanissimo, conosce il disegnatore Aurelio Galleppini (Galep), che qualche anno dopo, in coppia con lo sceneggiatore Gian Luigi Bonelli, darà vita al più celebre eroe del fumetto italiano, Tex Willer. Sotto la guida di Galep, studia e si applica con una costanza tale che presto diventa assistente del suo maestro. Per Galep inchiostra numerose tavole di Tex e realizza le matite delle prime 32 pagine dell’albo n. 23, Piutes!

Il West è sempre stato uno dei soggetti preferiti di signor Tatano

Negli anni cinquanta si trasferisce a Torino, dove illustra romanzi d’avventura per diverse case editrici.
Poi arriva la grande occasione all’Agenzia Pubblicitaria Armando Testa. Qui, dopo un breve periodo da “semplice” illustratore, si scopre fotografo di grandissimo talento. Dal 1955 al 1976 presta il suo obiettivo a molti celebri annunci pubblicitari apparsi su tutti i periodici italiani (Lavazza, Peroni, Simmenthal, Lines, Robe di Kappa, ecc.).

Signor "Tatano", al centro nella foto, ai tempi dell'agenzia Armando Testa (Torino)

Nonostante il lavoro all’Agenzia Testa, di tanto in tanto negli anni torinesi continua a inchiostrare le matite del maestro e amico Galep, in qualche storia di Tex.
Smessi i panni del fotografo e tornato a San Gavino Monreale, continua a dipingere i suoi quadri, un’attività che non ha mai interrotto da quando aveva quindici anni.

Ma sul suo tavolo da disegno, a partire da quel fatidico 1997, ricompaiono nuove tavole a fumetti tra cui quelle di alcune brevi storie scritte da me per Macchie d'Inchiostro, la rivista dell'Associazione Culturale Chine Vaganti, con la quale il maestro instaura una proficua collaborazione, mettendo a disposizione di noi nuove leve la sua passione, le sue conoscenze e la sua immensa umanità.

Copertina di signor Tatano per Macchie d'Inchiostro n.1, gennaio 1999




Fin dai primi tempi della sua fondazione, l’Associazione Chine Vaganti gli dedica numerose iniziative editoriali ed espositive, tra cui l’imponente mostra itinerante Immagini – l’arte di Tatano Corrias, patrocinata dalla Comunità Montana del Monte Linas e rimasta “in giro” per i comuni del territorio per buona parte del 2004. 

Tra le altre opere a fumetti alle quali il maestro ha lavorato negli anni più recenti, ci sono il Western Ethan Cobb (su testi di Massimiliano Marongiu, Marcello Lasio e del sottoscritto, pubblicato in volume da Chine Vaganti nel 2003) e una personale riduzione a fumetti di Moby Dick, l'intramontabile capolavoro letterario di Herman Melville.

In un editoriale di qualche anno fa per una delle pubblicazioni della nostra associazione, scrissi
"Tatano” per noi è un punto di riferimento, sia per il suo illustre passato, sia per come ha sempre gestito la sua vita di creativo.
Mai un’autocelebrazione, mai una parola di troppo. E tanta ironia, gentilezza e disponibilità. Non solo maestro dunque, ma anche, e soprattutto, amico.

Credo che queste parole valgano per tutti coloro che hanno avuto a che fare con quest'uomo meraviglioso, gentile, schivo, ironico e dall'intelligenza acuta come il suo sguardo.

Una volta, nel 2004, al termine della grande mostra itinerante che la nostra associazione dedicò alla sua arte di pittore, fotogtrafo e disegnatore di fumetti, mi fece un regalo.
Con gli amici di Chine Vaganti, gli riportai a casa sua tutti i quadri, le fotografie, le tavole e i "disegni sparsi" che avevamo utilizzato per la mostra. Al termine delle operazioni di scarico, lui prese un quadro, me lo mise tra le mani e disse: Questo prendilo tu.
Non era un quadro. Era QUEL quadro.
Mi ero innamorato di quel disegno fin dal primo momento, quando ce lo diede per esporlo.
Durante le esposizioni facevo sempre in modo di passarci vicino, e rimanevo incantato a guardarlo. E tutte le volte che spostavamo la mostra da un comune al successivo (quella mostra andò in tour in otto comuni), la musica era sempre la stessa!
Lui lo sapeva e mi spiava in silenzio, con quella sua aria sorniona e serena.

Ecco... tra tutte le cose che mi ha detto, che abbiamo fatto insieme e che mi ha dato, scelgo questa per ricordarlo.

Qui sotto, posto una delle brevi storie a fumetti che ho avuto l'onore di scrivere per signor Tatano nei primi (e ormai lontani) anni di attività con l'Associazione Chine Vaganti.
Questa storia, intitolata La Rissa, risale all'inizio del 1998 e risente della mia inesperienza di allora. Ma, nonostante questo, signor Tatano la disegnò con incredibile estusiasmo.









Non ci sono parole per dire quanto mi dispiaccia che signor Tatano non ci sia più.
C'è solo un pensiero affettuoso per tutti i suoi familiari.

E c'è solo un GRAZIE infinito per essere esistito e per avere avuto la pazienza di dare retta a me e ai miei amici fumettari. A quella banda di sognatori che eravamo e che ancora siamo... anche per merito suo.

Grazie, signor Tatano.
Grazie, maestro.
Grazie, amico.

martedì 16 luglio 2013

Quando il super eroe è protagonista perché non interviene...

Oltre quattro mesi senza post.
Mi scuso con i due lettori che ancora visitano il blog (ormai a cadenza semestrale... sigh!).

La storia di Super Pro che posto oggi si intitola L'auto d'epoca ed è stata pubblicata (come sempre) sul bimestrale per ragazzi 44 Gatti (Gaghi Editrice, Milano), nel numero 2 del 2009.
I testi sono miei e i disegni sono di Luca Usai, vale a dire di colui che, insieme a me, ha ideato e sviluppato il personaggio di Super Pro oltre dieci anni fa.

L'auto d'epoca è il 42° episodio della serie.
Qui fa il suo esordio il signor Karl, un omone tedesco proprietario dello sfasciacarrozze di Grottasegreta, la città di Bebo, Ale e Tore (i tre bambini protagonisti della serie, insieme al super procione).
Alla fine del 2013, il signor Karl tornerà tra le pagine di 44 Gatti, in una nuova storia inedita di Super Pro.
Lo spunto di questo episodio è "essere protagonisti senza entrare in scena"... o, più precisamente, "essere protagonisti proprio per il fatto di non entrare in scena".
Super Pro non interviene e lascia che i tre bambini sbrighino da soli la difficoltà in cui si imbattono.
Il motivo ovviamente c'è e, tralasciando la valenza didattica (è pur sempre un fumetto rivolto ai bambini!), ci dimostra come talvolta l'eroe (e, in questo caso, il super eroe) diventa protagonista proprio per il fatto che non si manifesta o che non entra in azione.


Per chi non avesse nessuna idea di Super Pro e del suo mondo, rimando ai post con etichetta Super Pro presenti su questo blog, dove si possono reperire molte notizie sul personaggio e sulla serie. E dove si possono leggere anche alcune storie del super procione.
Un'ultima curiosità.
Nella tavola finale di questo episodio ci sono due sposi. Si stratta di due ragazzi giovani e spensierati che "c'entrano e non c'entrano" con la vicenda narrata. I loro nomi sono Giacomo e Silvia.
Ovviamente non sono "quei due" Giacomo e Silvia. Ma mi sembrava bello che alla fine, almeno in un fumetto, "quella storia" finisse con i fiori d'arancio.

Sì, perché se fosse finita così nella realtà, probabilmente l'Italia oggi avrebbe un grande poeta di meno.


Super Pro © Daniele Mocci e Luca Usai

venerdì 22 marzo 2013

Una bella, inaspettata e "misteriosa" novità francese per Carrion

Come un fumine a ciel sereno, è appena uscita nelle librerie francesi (o uscirà nei prossimi giorni) la ristampa integrale, in un unico e prezioso volume cartonato a colori, delle due storie di Carrion.

Carrion e il suo amico Sguiscio
Carrion è un fumetto di cui ho più volte parlato in questo blog.
Scritto da me, disegnato da Alessia Buffolo e colorato da Andrea Cagol, è stato pubblicato in Francia dalla casa editrice Clair de Lune, in due volumi cartonati usciti tra il 2010 e il 2011.

Se non sapete di cosa si tratta, cliccate QUA e andate a ritroso con lo scroll. Oppure date un'occhiata alla colonna "fissa" qui a destra, dove ho l'abitudine di inserire le copertine e le informazioni principali relative ai miei lavori più significativi.

La cosa curiosa è che l'uscita di questa ristampa integrale di Carrion pare avvolta da un alone di mistero.

Infatti, dopo aver fatto un rapido giro sul web, nei siti francesi che ne parlano (prevalentemente quelli che lo vendono), ho scoperto che il volume ha due diversi titoli... (!)

Sul blog della casa editrice Clair de Lune (così come su qualche alto sito), c'è la cover che vedete qui sotto (splendidamente disegnata da Alessia e magistralmente colorata da Andrea), con titolo Planète Nabiroo...

Su numerosi altri siti (la maggior parte di quelli che ho visto), c'è quest'altra cover (!!)

Il disegno è sempre lo stesso, ma il titolo cambia e diventa Planète Kolop... (!!!)

In realtà i due pianeti (fantastici/ipotetici) in questione, fanno entrambi parte della storia di Carrion.
Kolop ha un piccolo ruolo (importante e, allo stesso tempo, marginale... non posso dire di più!) nella fase iniziale della storia.
Nabiroo è il pianeta di Carrion, dei suoi amici e dei suoi nemici... quello in cui si svolgono tutti gli avvenimenti.

Entrambi citano (modificandoli!) i nomi di due celeberrimi pianeti ipotetici, Kolob e Nibiru, cari agli appassionati di astronomia fantastica.

In attesa di darvi notizie certe sul titolo di questo libro, ringrazio ancora Yellow Whale, l'agenzia editoriale di Roma che ha reso possibile lo sbarco di Carrion in Francia, e vi invito ad acquistare il volume con la storia completa (100 pagine di fumetto francese, ma fatto da italiani!... tutto a colori) che sarà molto presto disponibile su amazon.it a un prezzo che dovrebbe oscillare tra i 18 e i 20 Euro.

Comunque, non mancherò di rinfrescarvi la memoria... eheheh!

Lunga vita a Carrion!

lunedì 11 febbraio 2013

Marcello e Sofia #09

Dopo la simpatia dimostrata dagli amici che hanno seguito la presentazione dei miei lavori fumettistici mercoledì scorso al ristorante L'Assommoir di Chez Victor (a Cagliari), mi è venuta voglia di pubblicare una "nuova" tavola autoconclusiva di Marcello e Sofia.

Si tratta della nona tavola che io e Luca (Usai) abbiamo dedicato a questa coppia di neo pensionati, uscita come sempre sul bimestrale Tempodì (Gaghi Editrice, Milano) nel numero di ottobre 2008.

Quello del viaggio che "si decide ma che, per un motivo o per l'altro non si fa mai" sarebbe dovuto essere un tema ricorrente di questa piccola serie a fumetti. Una specie di tormentone "light" che doveva ripresentarsi ogni tanto, senza una cadenza fissa.
Nel progetto consegnato all'editore prima che le pubblicazioni di Marcello e Sofia cominciassero, era stato tutto previsto (e regolarmente approvato!).

Poi però, dopo questa terza vicenda che trattava il tema del viaggio perennemente rimandato, l'editore ci chiese di smettere.
E così nessuno ha più saputo se Marcello e Sofia, alla fine, siano mai riusciti a superare gli impedimenti e le difficoltà che, fino a questa nona tavola della serie, gli avevano sempre impedito di partire per il loro viaggio.

Marcello e Sofia © Daniele Mocci & Luca Usai

sabato 9 febbraio 2013

CRÊPES DESSINEÉS. Cagliari, 6 febbraio 2013

Ecco alcune immagini della bella serata di mercoledì scorso (6 febbraio) al ristorante cagliaritano L'Assommoir di Chez Victor, dove sono stato ospite di Crêpes Dessinées (4ª puntata – 4ª stagione).

Cesare mi studia con un sorrisetto... sono le prime "battute" della serata

Prima di cominciare, ci siamo "scaldati" con alcune deliziose specialità del ristorante L'Assommoir.

Poi ci siamo lasciati condurre da Cesare Giombetti in una gradevolissima chiacchierata tra amici.
 
I fumetti, come sempre a Crêpes Dessinées, sono stati i protagonisti. E stavolta i fumetti "in pista" erano i miei!

Federica si tuffa in una storia di Super Pro

Oltre al prevedibile interesse suscitato per i due volumi francesi di Carrion, devo dire che mi ha sorpreso la simpatia con cui sono state accolte le tavole autoconclusive di Marcello e Sofia.

Simona, Sofia, Andrea e Daniele, in "Curva Nord", fanno il tifo per Carrion

Cesare mi ha riportato indietro nel tempo, e così ho raccontato come sono nati alcuni dei personaggi che maggiormente hanno segnato la mia strada nel mondo dei comics: da Super Pro a Lo Straniero Senza Nome, passando attraverso le mille strisce umoristiche scritte per la Esselibri di Napoli nei primi anni 2000 e pubblicate in svariati libri per le scuole medie inferiori e superiori italiane, e in alcune agende universitarie.

Si parla di "4 settembre", una storia realizzata da me e da Luca Usai nel 2006 e tratta da "Paese d'ombre", il celebre romanzo di Giuseppe Dessì

È stata una lunga "cavalcata", tra i miei gusti, le mie esperienze e i miei incontri: da quello con gli amici dell'Associazione Culturale Chine Vaganti, a quelli specifici con i disegnatori con cui ho avuto l'occasione, il piacere e, in certi casi, l'onore di lavorare.

Primo fra tutti, ovviamente, Luca Usai (coautore di Super Pro, Marcello e Sofia, Lo Straniero Senza Nome e tantissimi altri personaggi e storie).

Poi Alessia Buffolo e Andrea Cagol (Carrion), Elena Grigoli e Francesco Abrignani (Super Pro), e Alessio De Santa (autore, con me ed Elena Grigoli di un progetto di cui non ho ancora parlato in questo blog, che uscirà nel corso del 2013 per l'editore italiano Tunuè).

E tanto altro!

Gran finale con i due volumi "francesi" di Carrion

Ma la cosa più importante, è stata come sempre l'atmosfera.

A L'Assommoir, l'altra sera, abbiamo respirato aria buona grazie a Cesare, Michele, Mauro, Simona, Federica e tutto lo staff di Chez Victor.
 
E grazie anche agli spettatori presenti, che hanno sfidato (e sconfitto!) il freddo, la pioggia, la "fatica" di un'uscita serale a metà settimana e la partita di calcio in tivù.


Le foto pubblicate in questo post sono di Mauro Sanna

venerdì 1 febbraio 2013

Io e i miei fumetti a CRÊPES DESSINEÉS

Mercoledì 6 febbraio 2013, a partire dalle 20e30, sarò ospite di Crêpes Dessineés, a Cagliari, dove parlerò dei miei fumetti.

Crêpes Dessineés è una manifestazione nata qualche anno fa nella creperia cagliaritana Chez Victor, dalla grande passione che i suoi proprietari nutrono per la "nona arte", e dall'entusiasmo di Cesare Giombetti, vorace lettore e grande conoscitore di fumetti.

Quella di mercoledì 6 febbraio sarà la quarta "puntata" della quarta stagione di Crêpes Dessinées.

Nelle puntate e nelle stagioni precedenti, tanti altri fumettisti sardi "si sono raccontati", tra una crêpe e un bicchiere di birra, in un clima rilassato e spesso ricco di spunti divertenti.

Dopo tante puntate in creperia, da qualche tempo gli incontri di Crêpes Dessineés si sono trasferiti nel gradevolissimo ristorante L'Assommoir di Chez Victor, in via Portoscalas, 25 (sempre a Cagliari).
Ed è lì che si terrà anche "la mia puntata", presentata come sempre da Cesare Giombetti.

Vi aspetto per chiacchierare con voi di Carrion, Super Pro, Lo Straniero Senza Nome, Marcello e Sofia e di altri personaggi (e storie) della mia produzione!

giovedì 23 agosto 2012

21 agosto 2012 - La morte di Sergio Toppi

Non si può mai dire chi sia il più grande.
Forse perché il più grande non esiste.
Ma c'è qualcuno che ogni tanto... raramente... spesso in silenzio e in punta di piedi... arriva molto vicino a essere il più grande.
Sergio Toppi era uno di questi.
Sergio Toppi è uno di questi.
E lo sarà sempre.

giovedì 31 maggio 2012

Super Pro compie 10 anni!


Di fronte ai compleanni ben più “consistenti” di tanti personaggi del fumetto, i 10 anni di Super Pro fanno quasi sorridere.

Nel 2011, per fare solo alcuni esempi italiani, Zagor ha compiuto i suoi primi splendidi 50 anni, Dylan Dog ha raggiunto quota 25 e Nathan Never ha tagliato il traguardo dei 20.
Il 2012 vede Diabolik festeggiare il suo 50° e Martin Mystère il suo 30° compleanno.
Alan Ford ha appena girato la 43ª boa, mentre La Pimpa, celeberrima cagnetta bianca a pois rossi creata da Altan, ha compiuto la bellezza di 37 anni.
Nel 2013 si festeggerà il 40° compleanno di Pinky, il simpaticissimo coniglio fotoreporter di Massimo Mattioli.

L’inossidabile Tex è ovviamente fuori classifica dato che, sempre nel 2013, spegnerà la sua 65ª candelina.

Ma il punto non è certo mettere Super Pro a confronto con questi (o altri) mostri sacri del fumetto nazionale.
Non mi sognerei mai di farlo!
Anzi, se li ho citati, l'ho fatto proprio per stabilire la giusta distanza!

44 Gatti #4/2004 (Gaghi Editrice)
Il punto è che, di questi tempi, è quasi impossibile che un fumetto riesca a sopravvivere per tanto tempo, con uscite regolari, in un mercato che si è fatto sempre più difficile.

Eppure, nonostante questo, Super Pro nel mese di maggio 2012 ha raggiunto i dieci anni di pubblicazione ininterrotta sulla rivista per ragazzi 44 Gatti (Gaghi Editrice, Milano).

D’accordo, la rivista non è venduta in edicola e non ha un prezzo di copertina.

Si tratta di una pubblicazione distribuita in un circuito di banche italiane, e dedicata ai bambini dai 6 ai 12 anni.

Ma è pur sempre un prodotto editoriale a tutti gli effetti, pubblicato da un editore "terzo" rispetto a noi autori.
Sulle sue pagine, a fare da illustre compagna al nostro Super Pro, c'è sempre La Pimpa con le sue storie.
In più, 44 Gatti ha una tiratura davvero lusinghiera: qualche anno fa erano 55.000 copie a numero!

Oggi non so quanto “tiri”, ma se, nella peggiore delle ipotesi, le copie fossero anche “soltanto” la metà, sarebbe sempre un numero ragguardevole.

Super Pro è nato nel 1999 da un’idea mia e di Luca Usai.

Un’azienda che si occupa di smaltimento rifiuti ci aveva chiesto di creare un personaggio “fumettoso” che potesse diventare il protagonista di una campagna pubblicitaria.
Io e Luca creammo un procione di peluche che poteva trasformarsi in un essere vivente dotato di super poteri che utilizzava per rimettere in riga i nemici dell’ambiente.
Il personaggio piacque, ma non se ne fece nulla.


Due anni dopo, Luca si trovava a Milano in giro “per editori” e mostrò il suo book ai tipi della Gaghi Editrice. Super Pro "si fece notare" e l’editore ci chiese un nuovo set up del personaggio per farne una vera e propria serie di racconti brevi da pubblicare sul bimestrale 44 Gatti.
Nel giro di pochi mesi, il super procione cominciò le sue avventure sulla carta stampata.
Era il maggio del 2002, ed è da quella data che abbiamo cominciato a contare i compleanni.
Infatti, ciò che fa maturare anzianità a un personaggio dei fumetti è la sua “esistenza editoriale” e non la sua creazione letteraria e grafica!

In 10 anni sono state pubblicate 60 storie di Super Pro, per un totale di 326 tavole (la 60ª, per la verità, sarà pubblicata tra qualche settimana).

Poca roba, direte. E avete ragione!

44 Gatti #3/2008
Cosa sono 326 tavole in 10 anni? Niente.
Ma qui, come ho detto, non si tratta di confrontare questo personaggio con le grandi produzioni.
Si tratta di stappare un bitter da discount (e anche tra pochi intimi) per festeggiare i 10 anni di pubblicazione ininterrotta di questo personaggio, che (mi ripeto) di questi tempi sono comunque un evento!


La maggior parte delle 60 storie pubblicate finora sono state scritte da me e disegnate da Luca.
Tuttavia, altri autori ci hanno dato una mano a mandare avanti la serie: i disegnatori Francesco Abrignani (7 storie all’attivo) e Elena Grigoli (10 storie) e gli sceneggiatori Andrea Pau (2 storie) e Marcello Lasio (2 storie), entrambi “cresciuti” nell’Associazione Culturale Chine Vaganti come me e Luca.

44 Gatti #3/2009
Da sottolineare che la bravissima Elena Grigoli è attualmente la disegnatrice titolare della serie, dato che Luca, oberato dai suoi impegni in giro per il multiverso fumettistico, ha ceduto a lei lo scettro (rigorosamente in comodato d’uso!).
Elena ha disegnato gli ultimi 10 episodi, in cui Super Pro e gli altri personaggi della serie sono stati impegnatissimi in una lunga e avventurosa trasferta negli Stati Uniti d’America.

Super Pro è una serie avventuroso-umoristica rivolta a un pubblico di bambini (8-12 anni), e attraversa alcuni dei diversi ambiti della fantasia in cui io e Luca ci siamo formati, sia come lettori che come autori.


Questa caratteristica ci ha portati a sviluppare alcuni differenti filoni, che si alternano a cadenze irregolari nel prosieguo della serie.
Per cui, alle tematiche dell’avventura più classica, si susseguono quelle del fantasy medievale (una sorta di parodia soft del genere), quelle dello pseudo-Western, quelle della vita quotidiana nella città di Grottasegreta (“patria” di Bebo, Ale e Tore, i tre bambini che custodiscono il segreto del super procione), quelle dei viaggi, quelle dei gialli & misteri e altre ancora.

In questo modo Super Pro si diverte ad adattare il suo nome e il suo costume in quello di Procione Magico, Procione di Giada, Arizona Pro, Agente Zero-Zero-Pro, Sherlock Pro, ecc.
Insomma, una scusa per prendersi anche un po’ in giro da solo!

Eccovi la lista di tutti gli episodi di Super Pro pubblicati fino a oggi. Dove non sono specificati i nomi degli autori, le firme sono ovviamente Mocci & Usai (cioè, i testi sono miei e i disegni di Luca!).

01.      Super Pro
02.      Il pirata Gambadisale
03.      Notizie sensazionali
04.      Una storia di dolci e di guai
05.      Palla di Neve
06.      La sfida di primavera
07.      Lo spettacolo di fine anno
08.      Lo chiamavano Arizona Pro
09.      Il paese delle foglie cadenti
10.      Il signore dei giocattoli
11.      Tre simpatici ritardatari
12.      Agente segreto zero zero Pro
13.      La conquista della Terra
14.      C’era una volta un Re
16.      Sotto la pioggia
17.      Venerdì 17
18.      Il mistero della camera blindata
19.      Il Grand Prix di Formula Vela
20.      I padroni di Lollywood
21.      La leggenda dei draghi assetati
22.      La Grande Zucca
23.      S.O.S. Babbo Natale!
24.      L’isola dei Monocchi
25.      La valle nascosta
26.      I gabbiani scomparsi
27.      Un amore extraterrestre
28.      I Fantastici Tre
29.      Una “normale” gara di Bob
30.      La grande magia
32.      La nave perduta
33.      Il giallo della nebbia
34.      L’ospite invisibile
35.      Sfida al campione
36.      Una mongolfiera in fuga (Mocci-Abrignani)
37.      La notte delle ruspe
38.      La storia che non successe mai (Mocci-Abrignani)
39.      L’obelisco spezzato (Mocci-Abrignani)
40.      L’orma del gigante
41.      Il disco da collezione (Mocci-Abrignani)
42.      L’auto d’epoca
43.      Continuavano a chiamarlo Arizona Pro
44.      Quarantaquattro procioni (Mocci-Abrignani)
45.      Le zanne nella roccia (Mocci-Abrignani)
46.       Il Cavaliere Viola
47.      Corsa sulla neve (Pau-Abrignani)
48.      Il campionato di Calciomatto (Lasio-Usai-Abrignani)
49.      Operazione di salvataggio (Mocci-Usai-Abrignani)
50.      Il servizio fotografico
51.      New York, New York! (Mocci-Grigoli)
52.      Ma-nù, la piccola pellerossa (Mocci-Grigoli)
53.      Tempesta sulle Black Hills (Pau-Grigoli)
54.      Imprevisto a Yellowstone (Mocci-Grigoli)
55.      Sulle strade di San Francisco (Lasio-Grigoli)
56.      I banditi del Grand Canyon (Mocci-Grigoli)
57.      Lo sciamano di Cibola (Mocci-Grigoli)
58.      Ballo sul Mississippi (Mocci-Grigoli)
59.      Notte nella palude (Mocci-Grigoli)
60.      Doppio ritorno a casa! (Mocci-Grigoli)

Cliccate sui titoli linkati per leggere gli episodi che ho pubblicato su questo blog (a parte l’episodio n. 48, che invece è pubblicato sul blog di Marcello Lasio).

Non mi resta che aprire il mio bitter da discount e fare un brindisi:

AUGURI, SUPER PRO!!!


Super Pro © Daniele Mocci e Luca Usai